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Istanbul tra bazar e hamman

Istanbul tra bazar e hamman

Uno dei modi più affascinanti di scoprire la "porta d'Oriente" è attraverso i suoi numerosi bazar e hamman.

Istanbul
Passano i secoli ma la "porta d'Oriente" è sempre lì, affascinante, mistica e mai facile da svelare nella sua più profonda anima sociale. Prima Bisanzio, poi Costantinopoli, infine Istanbul, sempre anticamera culturale dei riti e delle credenze orientali e capolinea del comune vivere europeo. Nel XXI secolo, con le sue incalzanti tendenze cosmopolite ed i suoi forti richiami al passato, ha riscoperto la sua antica missione di cerniera pacifica tra la civiltà europea e quella islamico-mediorientale. Simbolo di questa strategica funzione è il ponte Bogaziçi che, unendo i continenti d'Europa e d'Asia, offre ogni giorno a quattro milioni di persone una pratica alternativa al servizio di vaporetti per recarsi sull'opposta sponda del Bosforo.

Istanbul porta in dote al visitatore le tipiche atmosfere asiatiche dei mercati e la vivacità popolare per le strade, che si miscelano felicemente con il patrimonio artistico-culturale millenario e la palpabile bramosia, soprattutto giovanile, di cavalcare la tigre della modernità, da poca approdata sulle rive del Bosforo. E' una città da assaporare con calma, piena di sorprese e le possibilità d'itinerari sono praticamente infinite: dalla Istanbul religiosa delle altere moschee, icone di una raffinata architettura islamica, alla conoscenza delle vestigia d'epoca romana, con una particolare attenzione ai magnifici mosaici bizantini, alla scoperta dei bazar e dei bagni turchi, essenza irrinunciabile nella vita degli abitanti di questa metropoli. La visita rimane però incompleta se non ci si affaccia almeno una volta dalla torre di Galata o da una qualsiasi terrazza del quartiere di Beyoglu verso la città vecchia, per ammirare, al tramonto, le cupole delle moschee incendiarsi d'oro. Lo spettacolo meraviglioso che si offre agli occhi dello spettatore è una delle ragioni che ha reso celebre nel tempo la mutevole e seducente Istanbul.

Il Gran Bazar e il cosiddetto Bazar Egiziano sono i luoghi deputati all’incontro tra i cittadini di Istanbul e gli stranieri, dove il turista apprende l’arte della mercanzia instaurando dialoghi in infinite lingue diverse e il mercante concretizza la sua passione, prima ancora che la sua professione. Razze, culture, tradizioni e dialetti d’ogni genere si mescolano in un frullato di suoni, odori e colori di forte suggestione, rendendo la visita in questi luoghi un’esperienza seducente. Non è raro trovare gruppi di persone intenti in una discussione appassionata sulla storia e l’autenticità di alcune scimitarre, piuttosto che di singolari tappeti, per poi passare nella successiva fase della contrattazione del prezzo, che in Turchia è codificata in precisi rituali. Risulta profondamente sconveniente e scortese acquistare un oggetto al primo prezzo al quale viene offerto, primo perché il suo reale valore è sicuramente molto inferiore, poi perché s’interrompe il rapporto comunicativo che è alla base delle tradizioni mercantili turche. La fretta e lo scarso interesse mal si conciliano con i ritmi di vita dei cittadini di Istanbul e la perizia istrionica dei venditori nei bazar.

Il Gran Bazar (Kapali Carsi) è uno dei mercati coperti più grandi al mondo e racchiude sotto le sue numerose cupole un’altra piccola città. Ad uso e consumo di coloro che nel bazar lavorano tutto il giorno, sono state costruite una ventina di strade e vicoli, cinque moschee e altrettante fontane per rifornire d’acqua il mercato. Per accedervi vi sono dodici ingressi principali e circa una ventina secondari e all’interno sono visibili le volte affrescate e colonnati di pregevole realizzazione. Ancora oggi, i 4000 esercizi commerciali,dal venditore di gabbie per uccelli, al gioielliere, all’antiquario, che affollano il Gran Bazar, rispettano una suddivisione di spazi, che concentra gli stessi negozi in un unico settore. Voluto ed abbellito dai sultani, si narra che è stato meta di loro passeggiate in incognito per saggiare l’umore popolare, usando il “grande mercato” come termometro politico e sociale.

Il Bazar Egiziano, o bazar delle spezie, è deputato ad accogliere ogni tipo, pure il più esotico, di spezie e profumi, nell’area in cui nel 1663 veneziani e genovesi contrattavano la stessa merce. Anche questo mercato è coperto, ma, date le dimensioni ridotte rispetto al Gran Bazar, risulta più accogliente. Qui è più facile assimilare il respiro orientale della città, assaporando i gusti che sono alla base della tradizione culinaria turca. La merce esposta sui banchi è contenuta in grandi sacchi e non viene negato a nessun visitatore un assaggio, indispensabile per familiarizzare con i forti sapori e aromi proposti. Altro simbolo forte d’identità turca è l’Hamam, punto d’incontro e di conversazione. Il bagno turco (il più antico è il Cemberlitas) è la sintesi di come si sono evolute nei tempi la cultura romana delle origini della città e quella ottomana, manifestando tutto il loro gusto raffinato della vita.

 

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