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Isole Orcadi viaggi: tombe e dolmen

Isole Orcadi tra tombe e dolmen

Misteri e leggende vichinghe nell'arcipelago che sorge a un'ora di traghetto dalla costa nord della Scozia.

Isole Orcadi
©Shutterstock
Il loro nome evoca i vichinghi, conquistatori dei Mari del Nord ed esploratori. Le Orcadi, arcipelago a nord della Scozia, da sempre affascinano i visitatori grazie ai complessi di dolmen e alle tombe  presenti sul territorio. Le isole sono anche state al centro della guerra sottomarina durante la Seconda Guerra Mondiale.

Raggiungibili in un'ora di traghetto da John O’Groats a Caithness, le Orcadi sono isole verdissime, battute dal vento. Il centro principale  è Kirkwell, una buona base per muoversi sull'isola principale e sulle altre collegate via terra. L'ottimo Ente del Turismo scozzese mette in rete tutte le offerte di b&b e hotel. Una soluzione molto interessante è quella degli agriturismi che permettono di sperimentare la vita più autentica dell'isola, basata soprattutto sull'allevamento.

Prima tappa è Skara Brea, splendido e ben conservato villaggio Neolitico, iscritto nella lista del Patrimonio Unesco e affacciato sulla baia di Skaill. Fu scoperto nel 1850 quando una tempesta  rimosse la sabbia che copriva le antichissime case. Oltre alla posizione spettacolare sul mare, il sito è un bell'esempio di museo a cielo aperto. Ad accogliere i visitatori la ricostruzione di una delle case. L'itinerario è su passerelle che permettono di camminare sopra le diverse abitazioni e così capirne meglio la struttura. Del periodo preistorico, le Orcadi conservano anche i suggestivi cerchi di pietre, come le pietre erette di Stenness, su un promontorio, e il Cerchio di Brodgar (o Brogar), quasi contemporaneo a Stonehenge, che sorge  tra i laghi di Stenness e Harray.

Oltre ai cerchi, il fascino delle Orcadi è legato alla presenza vichinga. I pirati arrivarono a saccheggiare le Orcadi in diverse occasioni. La tomba di Maes Howe, di origine neolitica, è la principale attrazione. Si tratta di un grande tumulo, parte di un complesso di tombe neolitiche anch'esse iscritte nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Nella camera mortuaria della tomba principale ci sono una trentina di scritte vichinghe. Furono loro infatti a saccheggiarla e a lasciarvi diverse testimonianze curiose. La visita guidata è davvero interessante: la guida, in costume vichingo, spiega, illuminandole con una torcia, le singole scritte e aiuta a capire come era strutturata la sepoltura. Ogni anno per il solstizio d'inverno la camera principale si illumina di luce solare. Un fenomeno che attira numerosi visitatori ma può anche essere seguito online. Alle Orcadi ci sono numerose sepolture sparse nella campagna. Spesso basta seguire i cartelli e se ne possono esplorare alcune anche da soli. In certi casi una cassettina all'ingresso contiene una comoda torcia per la visita fai da te.

Dalla preistoria alle Seconda Guerra Mondiale le Orcadi sono state protagoniste della guerra sottomarina tra inglesi e tedeschi. Particolarmente importante è l'area di Scapa Flow con le isole meridionali di Hoy,  South Ronaldsay e Burray collegate con l'isola principale attraverso le Churchill Barriers, sbarramenti fatti realizzare dai prigionieri italiani, dal primo ministro britannico durante la seconda guerra mondiale per impedire il passaggio dei sommergibili tedeschi. Oggi sopra vi passano le strade. E' possibile fare delle escursioni sub per vedere sott'acqua alcuni relitti. Le isole nord sono invece notissime per il birdwatching.

Alle Orcadi si possono osservare diverse varietà di uccelli. Un vero spettacolo da non perdere è il Brough of Birsay, una penisola raggiungibile a piedi solo nelle ore  di bassa marea. Occhio a tornare in tempo, perchè l'alta marea ad una certa ora sale rapidamente e si rischia di rimanere sull'isoletta!

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