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storia origini e paesi del cioccolato

In principio era "Kakaw uhanal"

Alla scoperta delle origini e delle destinazioni dove fare il pieno di delizie del cibo che alle sue spalle ha uno strettissimo legame con la civiltà Maya

Cacao
Courtesy of©eurochocolate.com
Kakaw uhanal, ovvero "cibo degli Dei", questo era il nome originale che i Maya davano a quella delizia conosciuta al giorno d’oggi come cacao, un tempo bene elitario tanto che gli Aztechi usavano i semi come moneta, servendosi proprio delle fave di questa pianta. Il cioccolato nella sua forma primordiale veniva consumato soprattutto come “chacauhaa”, ovvero come bevanda liquida a base di polvere dei semi tostati di cacao, acqua calda e spezie prima dai Maya e poi in Spagna, quando il suo retrogusto amaro venne addolcito con l'aggiunta di zucchero di canna e la vaniglia.

Le origini di questo salto tra continenti lo si deve a Cristoforo Colombo che, al ritorno da un suo viaggio da Honduras, mostrò i semi di cacao a Ferdinando e Isabella di Spagna ma senza successo. Esito positivo fu quello che spettò invece al condottiero spagnolo Hernán Cortés che, illustrando le virtù del cioccolato a Carlo V circa affermò: " una tazza di questa preziosa bevanda consente a un uomo di sopportare un'intera giornata di marcia senza prendere altri cibi".

L’arrivo in Italia avvenne solo nel 1600 grazie al commerciante di Firenze Francesco d'Antonio Carletti portando con sè un ulteriore modifica, ovvero l’aggiunta di alcuni particolari ingredienti: le scorze fresche di cedrata e limoncello, aromi di gelsomino, cannella, ambra e muschio.

Dalla teoria alla pratica: oltre a conoscere la storia e le origini del cioccolato, cartina alla mano, è bene scoprire quali sono e, soprattutto dove si trovano, i gustosi paradisi da mordere.

Tralasciando realtà lontane come la Costa d’Avorio, Indonesia, Brasile, Repubblica Dominicana e Papua Nuova Guinea etc., dove viene coltivata la pianta del cacao, i palati golosi potranno accontentarsi di interessanti realtà europee dai sublimi sapori.

Importato in Europa dagli spagnoli, dopo esser approdato in Spagna, il cioccolato giunse in Francia a partire dal 1615 grazie ad Anna d'Austria, sposa di Luigi XIII là dove, a far capitolare i golosi, Valrhona, un'azienda con sede nella piccola città di Tain L'Hermitage, una zona vinicola vicina a Lione, famosa per aver prodotto nel 1986 la prima tavoletta di cioccolato Gran Cru, ovvero cacao proveniente da una singola piantagione, il “Guanaja”, oltre a le tavolette d’annata, una linea di cioccolato biologico, un vasto assortimento di cioccolata fine e tanto altro.

Altro giro altro paese, la Svizzera, là dove il cioccolato è un'icona: per seguire le varie fasi di lavorazione del prodotto, dalla liquefazione del cacao fino alla sua intavolazione e all'imballaggio, il Museo del Cioccolato Alprose è una scuola perfetta in quanto offre una visita completa. Sita in quel Caslano, un comune svizzero del Canton Ticino sulle rive del Lago di Lugano, questo indirizzo, oltre a strappare un sorris ai visitatori, contribuisce a consolidare la tradizione del cioccolato svizzero, rinomato per l’eccellenza della sua qualità.

Se a Daniel Peter, va il merito del cioccolato al latte, prodotto nel 1875, grazie alla collaborazione con Henri Nestlé, fu poi Rudolph Lindt, uno dei fondatori della fabbrica "Chocoladefabriken Lindt & Sprüngli AG", a inventare, alla fine dell'800, il primo cioccolato fondente al mondo,  il famoso “chocolat fondant”, proprio quello che, come si suole dire, “si scioglie in bocca”. Come disse Stephani Blancardi “Il cioccolato non è solo gradevole al gusto, ma è anche un balsamo meraviglioso per la bocca”.
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