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In fuga da Belfast, verso la Civiltà perduta di El Dorado

In Colombia con James Gray & Co. per sei settimane, per raccontare l'esplorazione dell'Amazzonia

Eagle Pictures
Il mitico El Dorado, la città traboccante preziosi e conoscenza, è da sempre un mito moderno. Sin dai tempi dei conquistadores spagnoli e Ponce De Leon, molte sono state le spedizioni nel profondo del Brasile e dell'Amazzonia alla ricerca di questo Eden realizzato. Una di queste è al centro del Civiltà perduta di James Grey, che dall'Irlanda del Nord ci porta - insieme a Charlie Hunnam, Robert Pattinson, Sienna Miller e Tom Holland - nel profondo della giungla caraibica, per necessità produttive quella degli splendidi parchi della Colombia.

Una storia affascinante - raccontata nel libro Z la città perduta di David Grann e ripresa dal regista e sceneggiatore di Little Odessa e Two Lovers - quella del leggendario esploratore britannico Percy Fawcett. La sua ossessone lo portò ad avventurarsi in Amazzonia, alla ricerca di un'antica civiltà: lo splendente regno di El Dorado, appunto, con lo scopo di fare una delle scoperte più importanti della storia. Tra tradimenti, voltafaccia, timori del mondo accademico e dopo il fallimento della prima spedizione e l'interruzione della Guerra, milioni di persone rimasero con il fiato sospeso quando nel 1924 Fawcett s'imbarcò insieme al figlio determinato a provare che quest'antica civiltà, da lui rinominata Z, esisteva veramente…

Una storia che ha conquistato Brad Pitt, che con la sua società di produzione Plan B Entertainment ha opzionato il libro, affidandolo allo scrittore/regista James Gray, la cui rilettura è stata 'benedetta' adirittura dall'autore del libro: "Sono rimasto entusiasta di vedere quello che James Gray ha creato dal romanzo", sono state le parole di Grann. Il quale viaggiò in Amazzonia in prima persona, dove incontrò la tribù degli Indiani di Bakairi (una dei quali, una donna di circa 100 anni, ricordava di aver visto Fawcett quando era bambina… "l'ultima testimone oculare ancora in vita ad averlo visto") e di Kalapalo, incontrati nel bacino meridionale dell'Amazzonia, che gli raccontarono storie tramandate da generazioni sull'uomo bianco cui consigliarono di "non andare in Oriente perché lì vivono dei feroci indiani"…

Anche se Fawcett svanì nel nulla nel 1925, la sua leggenda perdurò nel tempo. E promette di continuare a farlo, anche grazie al lavoro di Gray & Co., che per sei settimane (a partire dall'ottobre del 2015) sono rimasti nella giungla di Santa Marta, in Colombia, tra serpenti velenosi, caldo torrido e umidità. "La cosa strana della giungla è che è verdeggiante, rigogliosa e bella, - racconta il regista. - Ma la gente si riferisce all'Amazzonia come a un falso paradiso. È un ambiente difficile e fare un film lì non è di certo come fare un picnic". In compenso gli ha permesso di scoprire la Ciudad Perdida (città perduta) di Teyuna, nella Sierra Nevada presso Magdalena, meta oggi di molti appassionati di trekking, e il Rio Don Diego del meraviglioso Parco Nazionale Naturale Tayrona circostante.

"Non era un ambiente particolarmente comodo", sono state le parole di Robert Pattinson, preoccupato per gli "enormi ragni" e "le vipere degli alberi, che cadono dall?alto e ti mordono in faccia". Come Tom Holland, protagonista inconsapevole di un bagno con dei "caimani neri, che sono come alligatori giganti. A quanto pare sono molto docili e non attaccano spesso le persone, ma questa cosa mi ha fatto davvero molta impressione". E poi gli insetti… "Di tutte le forme e colori - aggiunge, ancora traumatizzato Gray. - Ti mordono, e le zanzare lì non ti arrecano solo un po' di prurito. No, possono causare la febbre tropicale, la febbre gialla, la malaria, la Zika, un intero volume di malattie, quindi abbiamo dovuto prendere precauzioni".

Ma secondo i colombiani 'C'è una ragione per non allontanarsi dal percorso principale. Gli animali vi lasceranno in pace solo se non distruggerete la giungla'… e chissà se questo non sia stato il segreto per limitare i danni e riuscire a tornare in patria sani e salvi. Come fece, almeno nella prima spedizione, anche il protagonista del film, permettendoci di compensare tanta natura con le location nordirlandesi. Quelle della contea di Down (per Castle Ward, Myra Castle, Bangor Castle e il Downpatrick Railway Museum) e della Contea di Antrim (come la Parrocchia di Ballintoy, affacciata sul mare, o il Greyabbey Village vicino alla costa di Strangford Lough), già vista in Il trono di spade e in questo caso trasformata nel teatro della Battaglia della Somme della Prima Guerra Mondiale. Ma anche di Belfast, la Capitale, della quale appaiono il Municipio (la City Hall dove nel film si svolge la conferenza stampa), la Titanic's Pump-House, il Methodist College (sede della Royal Geographical Society), il Giardino Botanico, la Craigavon House su Circular Road e la storica HMS Caroline della Royal Navy.
 
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