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Il lungo viaggio di Saroo, da Calcutta alla Tasmania

Una storia vera, quella raccontata da Lion - La strada verso casa di Garth Davis, e divenuta realtà anche grazie a Google Earth

Eagle Pictures
Spesso il cinema lamenta la mancanza di ispirazioni valide, e capita spesso di trovare storie vere che possano trovare una degna rappresentazione nella loro trasposizione cinematografica, ma quando Emile Sherman e Iain Canning della See-Saw Films, hanno sentito per la prima volta del viaggio fatto da Saroo Brierley per ritrovare la sua casa d'infanzia e la madre biologica, hanno capito subito che avrebbe potuto trasformarsi in un film estremamente potente. E dalle location affascinanti, indiane e australiane: Lion - La strada verso casa.

"Un film sulla famiglia, su quei legami profondi che non si dissolvono mai, che sostengono le nostre vite", lo definisce la produttrice Angie Fielder dell'Aquarius Films, ma anche una "storia che parla di speranza e destino". Inevitabilmente, considerate le peripezie del piccolo Saroo, di Madras, che a 5 anni finisce sul treno sbagliato e si perde a Calcutta. Ritrovato dalle autorità, e incapace di indicare la propria provenienza se non con l'immagine della stazione dalla quale era partito, finisce con il venir adottato da una coppia australiana. Solo molti anni dopo, ormai adolescente, inizierà ad analizzare tutte le stazioni ferroviarie dell'India grazie a Google Earth, fino a trovare quella giusta!

La stessa Google, visto il suo ruolo determinante (e la possibilità di un ritorno mediatico) ha assistito i produttori durante la lavorazione del film, assicurandosi l'autenticità delle scene in cui Saroo cerca i suoi luoghi di nascita utilizzando Google Earth. Ma un'analoga ansia di verità è quella che ha mosso anche il regista Garth Davis, che per onorare la storia originale, è andato in India durante la fase di sviluppo del film e ha passato del tempo a Calcutta, e nel villaggio di origine di Saroo, dove sono state effettuate alcune delle riprese del film. La produzione è infatti partita a Calcutta, nell'India orientale, nel gennaio del 2015, per muoversi nelle sei settimane successive attraverso il Bengala, a Kolkata, e nello stato centrale di Madya Pradesh, dove Garth ha reclutato diversi attori indiani esperti per alcuni dei ruoli chiave.

Su tutti Dev Patel, volto ormai noto al pubblico occidentale e che ha fortemente voluto il ruolo di Saroo da adulto, e che è stato un ottimo contraltare alle interpreti femminili Nicole Kidman e Rooney Mara. La prima doveva assolutamente essere Sue Brierley, la madre adottiva del piccolo indiano, soprattutto dopo l'incontro avuto con lei del regista ("un giorno, mentre mi parlava, mi è venuto in mente un pensiero 'questa è Nicole Kidman'") nella sua casa di Hobart, in Tasmania.

Ma per quanto l'isola a sud dell'Australia sia stata percorsa ampiamente dalla troupe - da Hobart e Cape Hauy a Bruny Island e Marion Bay (per le scene del cricket sulla spiaggia), fino a Recherche Bay nel sud o Mount Wellington (dove Saroo e Lucy ammirano la città di Hobart), il cuore di tutta la vicenda resta profondamente indiano. Nel 'subcontinente', in fondo, restano le radici del viaggio di Saroo e la sua destinazione finale. Quella di un periplo incredibile, che ha richiesto riprese ambiziose, perché la storia voleva che si girasse nell'affollata stazione di Calcutta, sul ponte che collega la parte est della città con quella ovest e lungo il fiume Hugli - un affluente del Gange - dove la produzione ha dovuto traghettare il cast e l'equipaggiamento lungo i brulicanti e stretti vicoli del mercato dei fiori, alla vigilia di un importante festa, come aggiunge la produttrice, che ancora ricorda la chiusura del ponte Howrah per diverse ore della notte come uno dei momenti più belli, ma anche più impegnativi delle riprese.

 
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