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I segreti del miele itinerante in Val di Non

I segreti del miele itinerante in Val di Non

Viaggio nell'arte del "nomadismo dei mieli" a tu per tu con l'apicoltore Andrea Paternoster che nel paradiso della Val di Non ha creato un piccolo tempio da intenditori dove scoprire i segreti dei monofiori Mieli Thun.

Val di Non  Castel Thun
©Castel Thun
Viaggio nell’arte del “nomadismo dei mieli” a tu per tu con l’apicoltore Andrea Paternoster che nel paradiso della Val di Non ha creato un piccolo tempio da intenditori dove scoprire i segreti dei monofiori Mieli Thun.

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Dolce, dolcissimo e fa bene alla salute. Si sposa egregiamente con formaggi e dà il tocco di stile a molte ricette gourmand di ultima generazione. Il miele è uno dei prodotti della natura più prelibati e anche complessi come solo un apicoltore può comprendere fino in fondo. Andrea Paternoster però ha deciso di condividere con tutti la sua meravigliosa esperienza aprendo in Val di Non ai piedi del bellissimo Castel Thun (nella foto), un piccolo tempio dei mieli che ha il nome della sua azienda, Mieli Thun. Ma non solo. La sua passione per la caccia al nettare puro è finita in un volumetto elegante e divertente, il “Dizionario dei Mieli Nomadi” che Paternoster ha firmato in collaborazione con l’illustratrice di origine giapponese Yocci e altri appassionati di mieli pregiati.

Una storia originale ed affascinante, quella di Andrea Paternoster, un viaggiatore a caccia di fiori che periodicamente parte in nome dell’apicoltura itinerante di cui è portavoce. Sì perché il “nomadismo del miele” è un’arte che va coltivata, ci suggerisce l’esperienza di Paternoster che, per realizzare mieli monofloreali speciali (sono arrivati fino ai piatti capolavoro di sua maestà Ferran Adriá, tanto per intenderci), parte alla volta di viaggi quasi impossibili per portare i suoi sciami tra rododendri, fiori di melo, arancio, rosmarino. E questo perché “il miele che viene da un fiore solo è al tempo stesso” – come dice Paternoster – “espressione di un territorio e di un preciso segmento di tempo”. I nettari vanno individuati hic et nunc, altrimenti le api spostano altrove la loro febbrile ricerca. Il tarassaco e il melo, vengono, come si dice in gergo, bottinati dagli sciami di Andrea in Val di Non, i girasoli in provincia di Campobasso, il timo sui Monti Iblei, la sulla nel cosentino, il rododendro, in Val Nambrone, nel cuore delle Dolomiti di Brenta.

Il nomadismo che questo “signore dei mieli” eredita direttamente dal nonno, ha portato nel tempo ad una raccolta di circa 20 monofiori di Mieli Thun, che possono essere degustati e comprati direttamente nel borgo di Vigo di Ton dove è presente un piccolo punto vendita, quasi un tempio in miniatura del miele dove ha la sua base Andrea Parternoster e i suoi collaboratori. La primavera non può che essere il periodo migliore per godersi il soggiorno in Val di Non a tu per tu con i mieli di Parternoster, magari riuscendo ad accaparrarsi l’edizione speciale del Dizionario, confezionato in una scatola particolare che contiene anche un vaso di cremoso miele di tarassaco.

Nella foto: veduta del Castel Thun immerso nella natura della Val di Non. Courtesy of ©Castel Thun

Dizionario dei mieli nomadi
Autori: Andrea Paternoster, Luigi Manias, Lucia Piana, Daniele Savi
Corraini Edizioni
Pagine: 192
Illustrazioni: 48 illustrazioni e disegni di Yoshiko Noda, Yocci
Prezzo: 14 euro
www.visitvaldinon.it
www.mielithun.it
www.corraini.com
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