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I migliori cocktail bar del mondo

I bar di culto per i cocktail più amati

Mojito, Bellini, Spritz, assenzio. Cocktail alla moda da assaggiare nei bar dove sono nati.

Cocktail Martini con olive
©Shutterstock
Alcuni sono leggenda ancora adesso. Altri hanno perso il fascino di un tempo. Ma i bar dove sono nati i cocktail più famosi al mondo restano una tappa obbligata per i patiti di letteratura e alcool, un po' Hemingway, un po' Verlaine. In Italia il mito corre lungo la Penisola con alcuni  indirizzi storici come l' Harry's Bar a Venezia. Qui infatti è nato il Bellini, composto da vino bianco frizzante (Prosecco), polpa frullata e succo di pesca bianca.  Inventato nel 1948 dal barman Giovanni Cipriani, era molto amato dallo scrittore Ernest Hemingway che qui veniva a bere, sedendo sempre nello stesso tavolino.

Più mitteleuropeo lo Spritz, un must per l'aperitivo in Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e in Austria. La bevanda risale al periodo della Prima Guerra Mondiale ed è ancora oggi richiesto anche a livello nazionale. Tra i mitici posti per lo Spritz i bar a Venezia o in Piazza delle Erbe a Padova. Si tratta di un aperitivo alcolico con vino e acqua in specifiche percentuali a cui si può aggiungere Aperol, Campari o Bitter.

Popolarissimo negli ultimi tempi è il Negroni Sbagliato o semplicemente Sbagliato. Pochi sanno che questo cocktail è nato a Milano, nello storico Bar Basso. Anche se oggi è meno glamour di un tempo il Bar Basso, in Viale Umbria, resta il ritrovo di designer e clienti abituali e conserva ancora tutto il fascino della sua storia, che risale al 1947. Il suo originale, il Negroni, è uno dei più noti al mondo. Dice la leggenda che sia stato inventato quasi per caso quando, negli anni 20 del Novecento il conte Camillo Negroni chiese al suo barman preferito, Fosco Scarselli, del bar Casoni in via Tornabuoni a Firenze, di aggiungere un po di Gin al classico Americano. Oggi il bar si chiama Caffè Giacosa ed è stato rilevato e rilanciato dallo stilista Roberto Cavalli.


Cuba Libre, Mojito, Daiquiri. Hanno tutti una provenienza unica: Cuba, patria del Rum caraibico anche se non è l'unico produttore dell'area. A L'Avana un vero tour che si rispetti non può perdersi le tappe del bar La Floridita, dove è nato il Daiquiri e de La Bodeguita del Medio, dove si assaggia il miglior Mojito di sempre. Asternersi astemi. Si tratta di due piccoli templi del buon cocktail anche se La Bodeguita resta molto più affascinante: piccola e stretta, costringe i clienti a consumare in piedi tra pareti  in legno incise con i nomi di quelli che passano di lì e le foto appese al muro dell'onnipresente Hemingway.

Dai climi tropicali a quelli più temperati europei. Gli amanti della letteratura e dei poeti bohemienne lo sanno: l'assenzio è tornato legale a Parigi. Che lo si beva edulcorato o alla vecchia maniera, resta un must per chi vuole ricalcare le orme di grandi poeti come Verlaine e pittori come Toulouse-Lautrec. Il Bar Cantada a Parigi è conosciuto per la vasta scelta di assenzio da assaggiare. Qui il mito della Fata Verde, come la chiamavano nell'Ottocento, continua ancora oggi per chi la vuole provare. Chi ama invece bevande alcoliche più consistenti, niente di meglio di un Irish coffee. Le origini sono curiose. Sembra infatti che sia nato  al bar del porto della cittadina irlandese di Foynes. Secondo altri invece è stato inventato dal barista Jim Sheridan del bar dello Shannon Airport,  per riscaldare i passeggeri in arrivo. Si tratta di caffè caldo zuccherato con whisky e panna in superficie. Una bevanda decisamente calorica  che ha avuto un enorme successo e fu poi portato negli Stati Uniti da un giornalista del San Francisco Chronicle e da lì è diventato altrettanto noto.

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