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Gibuti, tra i laghi più belli dell'Africa

Alla scoperta del piccolo paese del Corno d’Africa poco noto al turismo di massa e dove regna una natura incontaminata

Gibuti lago<br>
©Thinkstock
Gibuti, Lago Abbè
Grande quanto la Sardegna, la piccola nazione del Gibuti è schiacciata dalle più note Eritrea, Etiopia e Somalia: qui il turismo non è ancora arrivato a scoprire le sue straordinarie valenze ambientali e naturalistiche e per questo risulta essere una destinazione ad alto tasso di fascino e meraviglia.

PERCHE’ ANDARE Le carenze di attrattive turistiche di rilievo sono ampiamente compensate da una vivace miscela di tracce del colonialismo francese e di modernità araba. Ai visitatori, spesso osservati con curiosità, è riservata la tradizionale ospitalità africana e già questo merita un viaggio alla scoperta di questa destinazione cosi poco nota, che offre bellezze naturali invidiabili. E’ la meta ideale per chi possiede spirito di avventura e per chi ha voglia di andare oltre la prima e superficiale impressione: quello che si può ammirare regala emozioni talmente forti che la bellezza dei paesaggi e delle barriere coralline rimane impressa nella mente per tutta la vita.

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DA NON PERDERE Nonostante le ridotte dimensioni, il paese si presenta estremamente vario: a nord le catene vulcaniche dei monti Dankali superano i 2.000 metri di altezza e ospitano l’unica vera vegetazione arborea; al centro e al sud ci sono pianori desertici a steppa con profonde depressioni simili alla confinante Dancalia etiope, a tratti ricoperti da colate laviche, e infine le ridotte pianure lungo i 300 chilometri di costa alta e compatta sul golfo di Aden, punteggiata da stupende barriere coralline. Ma sono i laghi la vera meraviglia ambientale e minerale. Il maggiore, condiviso con l’Etiopia, è il lago Abbè, occupato per tre quarti da acqua salatissima e per il resto da una spessa crosta salina. A nord si intravede un vulcano inattivo alto mille metri, a sud la piana di sale larga 10 chilometri. L’attrattiva più spettacolare è costituita dai cristalli di sale e dalle incrostazioni di gesso di svariati colori tra sorgenti calde gorgoglianti e, soprattutto, da bizzarri camini calcarei simili a ciminiere naturali, alti fino a 50 metri, che emettono vapore geotermico proveniente da sottoterra. Da non perdere lo spettacolo all’alba di migliaia di fenicotteri rosa, intenti a pescarvi crostacei. Più piccolo è l’altro lago endoreico, l’Assal, ubicato al fondo di una depressione profonda 153 metri (il punto più basso dell’Africa), ma non meno attraente con acque policrome dodici volte più salate di quelle marine ricche di enormi cristalli di cloruro di sodio, circondato da vulcani inattivi e nere distese di lava. Offre la caratteristica di cambiare colore ad ogni variazione di luce. Tra i due laghi si estende il deserto dell’Ogaden, arido e caldissimo, dove sopravvivono soltanto pastori nomadi afar con le loro mandrie di dromedari e capre, ma dove si possono però incontrare zebre, gazzelle, struzzi, antilopi, facoceri e asini selvatici, mentre la vegetazione è costituita da acacie spinose, tamerici, euforbie e palme da dattero. Altre attrattive naturali sono costituite dal parco nazionale Foresta di Day, l’unica vera macchia verde del paese a 1400 metri di quota, composta da ginepri, ficus, mimose, ulivi, euforbie e alcune piante endemiche, l’incantevole spiaggia Le sable blanc’ presso Tadjoura e infine le isole coralline di Moucha, circondate da una barriera ricca e integra, dove avvistare i giganteschi ma mansueti squali balena. A Djibouti Ville le maggiori attrattive sono costituite dal porto, dove enormi navi portacontainer affiancano caratteristici sambuchi e dhow locali, il mercato imperniato sul commercio del qat, e l’Acquario tropicale con la fauna ittica del Mar Rosso.

CON CHI ANDARE L’operatore milanese I Viaggi di Maurizio Levi, sempre alla ricerca di mete inusuali trascurate dal turismo tradizionale, propone come novità un tour di 9 giorni dedicato alla scoperta delle principali valenze ambientali e naturalistiche di Gibuti. Uniche partenze di gruppo con voli di linea Turkish Airlines da Milano (e da altri aeroporti) il 28 dicembre e 21 febbraio 2015, pernottamenti di lusso ma anche spartani con pensione completa, accompagnatore italiano, quote da 2.000 euro in doppia.

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COSA PORTARE Il periodo migliore per andare alla scoperta del Gibuti va da novembre ad aprile, perché durante gli altri mesi fa troppo caldo. Per un soggiorno sulla costa bisogna portare vestiti estivi, senza scordarsi di una felpa leggera per la sera. Indispensabili  l’attrezzatura per snorkeling, scarpe acquatiche o con suola in gomma per la barriera corallina. Per le zone interne vanno bene vestiti leggeri, cappello per il sole, turbante per il deserto, scarpe da trekking, crema solare e sempre un maglioncino per la sera, a cui si aggiunge una giacca per le altitudini più elevate della montagna

CURIOSITA’ I Francesi acquistarono il Djibouti nel 1862 dai sultani yemeniti per diecimila talleri: lo scopo era quello di controllare da sud-ovest l’intenso traffico marittimo del Mar Rosso, che oggi è una delle rotte più trafficate al mondo,  conseguente all’apertura del Canale di Suez, e bilanciare così la presenza inglese ad Aden, sull’opposta sponda yemenita. Nell’ambiente primordiale del Lago d’Abbè è stato girato nel 1968 il film di fantascienza Il pianeta delle scimmie.

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