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Giappone marzo 2012: un anno dopo Fukushima e tsunami

Giappone 11 marzo 2012: il post-Fukushima

A un anno dallo tsunami e dal disastro nucleare, come è cambiata la vita dei giapponesi? In tutto il mondo tante le iniziative per ricordare le vittime.

Tsunami
©Shutterstock
Quasi un anno fa accadeva un evento che ha fatto tremare il mondo: era infatti l’11 marzo del 2011 quando sulle coste giapponesi si è scatenato lo tsnunami e la terra ha incominciato a tremare, provocando la morte di 24 mila persone e una delle crisi nucleari più grave di tutti i tempi, con la centrale atomica di Fukushima distrutta.

Se, ad un anno di distanza, molte cose sono tornate alla normalità, altre non riescono a recuperare il loro corso naturale e hanno finito per cambiare abitudini radicate: come, per esempio, la scelta degli alimenti. Per non correre il rischio di acquistare cibi radioattivi molte persone hanno smesso di comprare al supermercato e preferiscono il mercato, con il venditore che garantisce la genuinità del prodotto. Perché la centrale è ancora una minaccia per gli abitanti della zona e lo sgombro di molte macerie ancora non è stato ultimato.

Per non dimenticare la tragedia che ha coinvolto il Giappone è nato un progetto di documentario sulla giornata del primo anniversario del sisma e dello tsunami, al quale parteciperà Ridley Scott. Si tratta di un film sulla commemorazione intitolato “Giappone in un giorno”, coprodotto dalla rete giapponese Fuji Television e dalla società di produzione britannica Scott Free, montato con i video offerti dai cittadini giapponesi e con le immagini raccolte dalle telecamere che la Fuji posizionerà nelle zone sinistrate.

Il regista britannico, autore di film culto come "Alien", "Blade Runner" e "Il gladiatore", ha da poco realizzato un documentario collettivo (La vita in un giorno) a partire dai video provenienti da 80 mila persone di 192 paesi. "Giappone in un giorno" dovrebbe essere sugli schermi giapponesi già a partire dal prossimo autunno e i profitti saranno destinati alle vittime della catastrofe.

A Roma, invece, si uniscono musica e solidarietà il 10 marzo alle ore 20: la comunità cattolica giapponese dedicherà a tutte le vittime un concerto di beneficenza presso l'oratorio del Carovita, annesso alla centrale Chiesa di Sant’Ignazio. All’evento, organizzato insieme all'Associazione Musica e Natura e alla Fondazione Italia-Giappone, parteciperà l’Ambasciatore giapponese a Roma, per lanciare un nuovo messaggio, ancora più profondo,  di condivisione e fratellanza senza confini. 

Madrina del concerto, la pianista giapponese RyokoTajika Drei, artista promotrice di molti concerti a scopo benefico. Dopo l’esecuzione di musiche di Respighi, Debussy e Chopin, interpretate dal pianista Biagio Andriulli, e dei canti religiosi curati dagli enti promotori dell’evento, la stessa Tajika Drei chiuderà il concerto con brani di Liszt, Takemitsu e Franck.

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