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Gaeta, punto di partenza del viaggio sorprendente di Questi Giorni

Il film di Giuseppe Piccioni si concentra sul litorale laziale, ma spazia tra l'Italia e Belgrado

BIM
Passata l'estate e iniziata la stagione cinematografica nessuno sembra intenzionato ad abbandonare l'idea delle vacanze. Magari anche solo cercando film che abbiano a che fare con alcune località turistiche molto frequentate dagli italiani. O che continuino a proporci l'idea del viaggio e tutto quello che comporta. Come il Questi giorni di Giuseppe Piccioni, che - dopo esser stato appena presentato all'ultima Mostra di Venezia - esce nelle sale per raccontarci un'avventura non comune. Iniziata da una 'linea di partenza' non comune: la città di Gaeta.

Un road movie a tutti gli effetti. L'ideale per viaggiatori impenitenti e sognatori da sala. Un film che porta quattro ragazze come tante, da un piccola città di provincia a una terra lontana, in questo caso la Belgrado dove una di loro è attesa da "una misteriosa amica e un'improbabile occasione di lavoro". Una 'fuga' dalle vecchie mura natie nella quale le nostre 'piccole donne' scopriranno passioni e interessi, ideali e delusioni, entusiasmi e segreti. e permetteranno a noi di osservare attraverso i loro occhi un cambiamento di panorama che non è solo geografico.

Anche perché il 70% delle scene girate dal regista ascolano hanno approfittato della città tra Roma e Napoli e di altre zone della provincia pontina e del Lazio in generale. Non a caso la Latina Film Commission ha accompagnato Giuseppe Piccioni su molte delle location, felice di aver strappato in extremis il progetto, originariamente scritto per essere realizzato in Puglia, nella zona di Lecce e Tricase. Una scelta che, a detta del sindaco Cosmo Mitrano ha costituito "un plus valore al curriculum cinematografico della nostra bella città" e ha rappresentato "una grande opportunità dalle mille potenzialità per la sua economia ed i suoi abitanti. Non solo promozione della sua immagine per un'incisiva politica di marketing territoriale, con possibili feed back positivi a medio e lungo termine, ma anche un indotto economico a breve termine per nulla trascurabile".

In molti insomma ricorderanno il 17 settembre scorso, giorno in cui Piccioni aveva battuto il primo ciak in quel di Gaeta, rinnovandone così la tradizione (qui si sono girati Il grande Blek, Chiedi la luna, Condannato a nozze, Cuori al verde, Fuori dal mondo, Luce dei miei occhi, La vita che vorrei, Giulia non esce la sera, Il rosso e il blu o il recente Il professor Cenerentolo) e mobilitando sia i tanti accorsi al Palazzetto dello Sport in via Marina di Serapo nella speranza di poter esser scelti come comparse sia quanti fino alla fine di ottobre hanno 'goduto' dei blocchi al traffico richiesti dalle riprese, svoltesi nelle zone della Piana di S. Agostino (dall'altezza del Ristoro da Quirino all'altezza del Camping Riviera di Gaeta) e relativa spiaggia, di Viale Papa Giovanni Paolo II (all'altezza della Chiesa di S. Giovanni a Mare), di Piazza Cavallo, di Via Bausan e di Piazza Papa Gelasio. come risulta anche dai verbali del Comando di Polizia Locale. Agli altri il piacere di scoprire qualcosa di più sulla zona, grazie al centinaio di siti gaetani, vicoli e angoli di bellezza storica e paesaggistica che è possibile ammirare nelle scene del film.

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