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Dubrovnik e l'Ungheria invase da Robin Hood e i suoi…

La troupe di Otto Bathurst ha fatto mirabilie del protettorato UNESCO e negli Studios di Budapest, perfetti per realizzare una Nottingham moderna.

01 Distribution
800 anni di storia e un numero imprecisato di versioni - anche parodistiche o animate - fanno di questo eroe uno dei più conosciuti da tutto il mondo, e a tutti immediatamente viene in mente la foresta di Sherwood nel pensarlo. Ma, come vediamo anche nel Robin Hood - L'origine della leggenda di Otto Bathurst, la storia del nobile decaduto divenuto paladino degli oppressi sembra avere diverse patrie: Loxley, Kirklees o Wakefield nello Yorkshire più che la Contea di Nottingham dove lo ricordiamo tutti. Ma soprattutto parte - almeno negli ultimi film, come visto anche nei film interpretati da Kevin Costner nel 1991 e Russell Crowe nel 2010 - dalla Terra Santa. Che in quest'ultimo caso, da noi preso in esame, è stata ricostruita tra l'Ungheria (tra Tura e Budapest), la Francia (a Le Raincy) e la Croazia.



Il segreto della leggenda di Robin Hood è rivelato da un entusiasmante film d’azione e avventura che parte del ritorno dalle Crociate di Robin di Loxley (Taron Egerton), ossia dal momento in cui scopre che l’intera contea di Nottingham è dominata dalla corruzione. L’ingiustizia e la povertà in cui vive il suo popolo lo spingono a tramare per organizzare un’audace rivolta contro la potente Corona d’Inghilterra. Ma per farlo avrà bisogno di un mentore: un abile quanto sprezzante comandante conosciuto durante la guerra (Jamie Foxx). Grazie a lui, il temerario Robin diventerà il leggendario Robin Hood e, forse, cercherà di riconquistare un amore che credeva perduto.

Attori importanti che tra il 20 febbraio e il 19 maggio del 2017 hanno dovuto fare i salti mortali per girare tra i palazzi della città di Dubrovnik, patrimonio culturale dell'umanità protetto dall'UNESCO e già sfruttato dalla LucasFilm per Gli Ultimi Jedi (per non parlare della serie Il trono di spade che l'ha trasformata in Approdo del Re). Qui la produzione - pur costretta dal suddetto protettorato a non intervenire su nessuna struttura - ha trasformato un granaio abbandonato nel castello dei Loxley, mentre lo storico Monastero domenicano di St. Dominic del XIII secolo negli esterni del Palazzo di Nottingham.

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A Budapest, invece, nei Korda Studios, Jean-Vincent Puzos e il suo team hanno ambientato il deserto siriano, con trincee profonde sei piedi dichiaratamente ispirate "a film come Black Hawk Down, The Hurt Locker e Lone Survivor" Alla periferia di Budapest, in una fabbrica di alluminio in disuso, gli scenografi hanno ricostruito l’obiettivo dell’assalto dei Crociati: una città siriana dove si rifugiano i soldati saraceni: "uno dei set più sensazionali che avessi mai visto", a sentire la producer Jennifer Davisson. Sempre negli Studi Korda, sono stati poi creati gli interni del Palazzo di Nottingham - arredato con un lussuoso mix di sete, tappeti, specchi, ceramiche, tavoli da roulette, etc. ("doveva mostrare tutta l’opulenza e il glamour dell’alta società di Nottingham") - e l'antica cantina e le catacombe che ospitano frate Tuck e la sua biblioteca, ispirandosi all’artista tedesco Anselm Kiefer. Per gli slum di Nottingham, inoltre, Puzos si è ispirato alle 'favelas' brasiliane costruendo una enorme struttura su più livelli, collegata da passerelle di corda: un set di oltre 90 metri e a tre piani che ha richiesto oltre 3 mesi di lavoro e che dopo aver particolarmente soddisfatto Jamie Dornan ("Tutti i set del film sono notevoli, ma quello della favela di Nottingham è il mio preferito. È incredibilmente ricco e complesso e spiega veramente come viveva la povera gente in quei luoghi squallidi e sporchi") potrebbe fare altrettanto con noi.
 
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