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DOX Museo di arte contemporanea di Praga

DOX di Praga: nuovo tempio dell'arte contemporanea

Il giovane museo della capitale ceca alla ribalta grazie alla varietà delle sue mostre contemporanee

DOX Museo di arte contemporanea di Praga
©DOX Prague
La scritta del nome sul palazzo, uno dei tanti grigi edifici di una zona ancora non turistica, residenziale come lo era prima della caduta del socialismo sovietico,  non potrebbe essere più anticonvenzionale per un centro d’arte contemporanea: “DOX” è infatti volutamente scritto come una combinazione in rosso di tasti della playstation, quadrato,cerchio e ics.

Inaugurato a Praga nel 2008, il Dox ha solo ultimamente messo a punto tutti gli spazi della propria struttura e cominciato a lavorare a pieno regime. I suoi quattro piani di arte contemporanea offrono uno spaccato completo di tutte le arte figurative possibili, pitture, sculture, installazioni e fotografie, all’interno di una cornice ricca di finestre e pareti bianche, in cui il riflesso della luce riesce ad enfatizzare al massimo ogni colpo di colore. Il panorama di mostre temporanea che vi si susseguono è ricco e in continuo cambiamento. Da una parte si rischia di perdere mostre interessanti se non si fa in tempo a progettare un viaggio verso la capitale della Repubblica Ceca, dall’altro però si ha la sicurezza di non trovarsi mai davanti a qualcosa di già visto a distanza di mesi. Il fermento creativo e la voglia di fare è tanta, e il risultato è uno dei musei europei più interessanti per l’originalità degli spunti offerti e per la loro collocazione all’interno della struttura.


Fino al 16 maggio il piano terra è caratterizzato dall’interessantissima mostra del fotografo americano Martin Parr dal titolo “Assorted Cocktail” . I vari scatti sono raggruppati per tematiche, sempre però tutti caratterizzati da un sarcasmo e una ricerca del paradosso che rendono ogni immagine una sorta di riflessione, e al contempo vignetta ironica, sulla nostra attualità. Dal lusso sfrenato della Florida, ai banchetti di salsicce e Wuertsel tedeschi, passando per momenti di coppie annoiate, e così via. C’è persino tutta una serie di oggetti di design incentrati sulle guerre contemporanee dove i visi di Saddam Hussein e Osama Bin Laden vengono utilizzati come simboli di un’ìconografia pop che non risparmia nessun volto famoso quando si tratta di fare merchandising. La mostra copre un intero arco temporale lavorativo di Paar, dal 1983 al 2009, già esposta a Colinia nel 2006 e vincitrice del premio Erich Salomon.

La straordinaria installazione del locale artista Petr Motyka, “Shoe Christ”, caratterizza invece la vista dall’esterno dal secondo piano in poi. Il mosaico di scarpe di un  Cristo crocefisso è appeso su una delle pareti esterne del museo, dando vita ad un’immagine tanto potenzialmente blasfema, quanto affascinante all’occhio per originalità ed insieme di colori. 1444 scarpe, per lo più singole, per una scultura di più di se metri e 500 kg, inizialmente creata per il lungofiume cittadino, dove è stata del resto esposta fino allo scorso gennaio. Purtroppo l’installazione sarà visibile al DOX solo fino al prossimo 30 maggio.

Uscendo sulla terrazza del secondo piano è invece possibile osservare un pullman con il muso schiacciato da una sorta di incavo nero, come se fosse andato a sbattere contro una grande palla di piombo. All’interno del bus è possibile vedere un documentario sull’opera lirica cieca, proprio come un passeggero in attesa di arrivare a destinazione durante un lungo viaggio in strada. Poco sopra il pullman, sul tetto del palazzo di fronte, un grande teschio rosso è attaccato all’estremo di un impalcatura in ferro che continua a girare su sé stessa.

Al terzo piano la mostra (fino al 18 aprile) dell’artista concettuale spagnolo Juan Garaizabal, incentrata sul ruolo di una storica chiesa boema a Berlino, diretta dalla guerra, è l’occasione per una serie di riflessioni sul ruolo dei un edificio religioso all’interno di una comunità di stranieri.

Insomma, Praga non è solo Castello e Ponte San Carlo, oltre al centro cittadino c’è di più, e non è niente male. Partire dal DOX può essere un buon modo per conoscere una capitale più moderna e, forse in futuro, quasi altrettanto interessante di quella che siamo abituati a conoscere.

Indirizzi DOX
Pouptova 1
170 00 Praha 7, Repubblica Ceca
224 930 927

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