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Donato Carrisi racconta La ragazza nella nebbia del Südtirol

Il Lago di Carezza e la Val d'Ega spiccano tra le cittadine altoatesine e si dimostrano perfette per il thriller.

Medusa
Finalmente. Dobbiamo essere grati allo scrittore noir Donato Carrisi di aver scelto di esordire al cinema con l'adattamento del suo La ragazza nella nebbia. Non fosse altro che per le location scelte per ambientare un thriller italiano dalle molte influenze cinefile… Egoyan e Sean Penn, Coen e Fincher, ma anche I soliti sospetti o il Lasciami entrare originario si mescolano nella vicenda interpretata da Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Michela Cescon e Jean Reno; ma a rubare lo sguardo - e a emozionare - sono sicuramente gli scorci del Sud Tirolo più boschivo e dei meravigliosi dintorni di Bolzano e Bressanone.

Tutto si svolge nell'immaginario paesino di montagna, Avechot, in una notte di nebbia, a partire da uno strano incidente. Ma l'autista, incolume, viaggiava da solo, perché dunque i suoi abiti sono sporchi di sangue? Lui è Vogel, tempo addietro un poliziotto famoso, e non riesce a ricordare nulla. Mesi prima, due giorni prima di Natale, proprio fra quelle montagne era scomparsa una ragazzina di sedici anni: Anna Lou. Ma il mistero della sua sparizione si intreccia a un altro, più grande di lei: un groviglio di segreti che viene dal passato, perché ad Avechot nulla è ciò che sembra e nessuno dice tutta la verità. Vogel potrebbe aver trovato la soluzione del malvagio disegno: lui conosce il nome dell'ombra che si nasconde dentro la nebbia. Ma forse ormai è troppo tardi per Anna Lou. E anche per lui.

Non a caso, la IDM Film Fund & Commission (ex BLS) di Südtirol e Alto Adige ha ampiamente sostenuto la produzione della Colorado Film, che si è trattenuta per oltre un mese nelle zone del Parco Naturale Puez Odle e alle pendici del Massiccio dello Sciliar e del Catinaccio, sfruttando alcune delle località più affascinanti della provincia di Bolzano, da Vipiteno a San Lorenzo di Sebato e Bressanone, su fino ai quasi mille metri di Sarentino e fino a Nova Levante in Val d'Ega. Comune che comprende anche la località di Karersee, davvero centrale per le riprese, vista la presenza del magnifico gioiello del Lago di Carezza e del Grand Hotel di Carezza, che ha ospitato vari ambienti del film, ospitando al suo interno un vero e proprio teatro di posa.

Inevitabile coinvolgere una Location Manager altoatesina per ottenere il meglio da una zona tanto ricca, una scelta che si è dimostrata vincente, per la gioia della stessa Debora Scaperrotta, che così racconta il lavoro di ricerca svolto: "Leggendo la sceneggiatura mi ha rapito subito l'ambientazione del paese montano di Avechot, un luogo di fantasia, un paese dove il tempo si è fermato. Il mio lavoro è stato una difficile ricerca; ogni paese dell'Alto Adige non rappresentava per me la giusta Avechot. Per istinto il primo luogo in cui andai fu il Passo Carezza, dove esiste un villaggio di stradine e casette di villeggiatura popolate solo durante le vacanze. Quel luogo con il Lago che piange e Il Grand Hotel Carezza, una struttura di grande fascino in decadenza e le casette degli anni 60 e 70".

Ma un'unica ambientazione era troppo poco, e dopo aver proposto "almeno 15 paesini dell'Alto Adige", lo scenografo Tonino Zera ha visto nella struttura proprio del Grand Hotel Carezza un piccolo teatro di posa dove costruire alcuni ambienti importanti del film: "L'esterno e parte degli interni sono diventati l'hotel abbandonato in cui Vogel entra alla ricerca di Anna Lou o di tracce della stessa. La piscina vuota ormai da anni ma ancora in stile 1930 è diventata la grande palestra in cui la Polizia si trasferisce e dirige le indagini. All'interno del grande salone asburgico sono stati ricostruiti gli interni di casa di Anna Lou e la camera da letto di Vogel, l'interno della casa della anziana giornalista interpretata da Greta Scacchi e infine il grande bar e il ristorante dell'Hotel sono stati il contenitore per il Museo di Avechot, l'interno di un bar di paese e lo spazio utilizzato per posizionare il grande Plastico di Avechot. Una parte del vecchio Hotel è diventato invece l'Ospedale di Avechot e la stanza del Dott. Flores".

"L'ambientazione di boschi e strade e la casa di Martini e di Anna Lou incastonate in un villaggio incoronato dalle dolomiti molto vicine e presenti, il paese di Caldaro con la sua scuola elementare e le vie del paesino di Magrè in Bassa Atesina, assieme allo splendido Lago di Carezza e lo studio Rai di Bolzano, - rivela ancora la Scaperrotta, in conclusione - hanno ultimato il puzzle di location che hanno dato vita e forma a questo film", del quale si dichiara "molto fiera di avere avuto l'onore di interpretare l'ambientazione".

 
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