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Dalla Sicilia in poi, seguendo Drive me home

Nel film d'esordio di Simone Catania si attraversa una Europa che non è quel che sembra.

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Il Road Movie è un genere sempre affascinante, e dai numerosi sostenitori. Impossibile non pensare subito al nostro Gabriele Salvatores, prima ancora dei tanti esempi hollywoodiani, passati e recenti. Spesso i viaggi raccontati non sono effettivamente realizzati nelle location pubblicizzate, ma a livello di 'magia' non cambia molto. Così accade nel Drive me home di Simone Catania, che sceglie di seguire le vicende di Marco D'Amore e Vinicio Marchioni dalla Sicilia al Nord Europa… Apparentemente.



Amici per la pelle, Antonio (Vinicio Marchioni) e Agostino (Marco D'Amore) crescono insieme in un piccolo paesino siciliano incastrato tra le montagne, sognando una vita diversa, altrove. Oggi trentenni, entrambi vivono all'estero, ma non si vedono né si sentono da anni. Quando Antonio scopre che la sua casa natia, abbandonata da molto tempo, sta per essere venduta all'asta, decide di partire per incontrare Agostino, il suo amico d'infanzia, con l'intento di coinvolgerlo per non farsi portare via quella casa alla quale sono entrambi legati. Le loro vite, però, sono cambiate profondamente. Vecchi conflitti e nuove rivelazioni li accompagnano attraverso l'Europa sulle ruote di un tir, alla riscoperta dei ricordi, dei segreti, dei propri sogni.

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Una storia di amicizia intima e universale che inizia nell'adolescenza, come vediamo nelle prime scene. Un viaggio che, dalla Sicilia, nelle campagne che guardano a Palermo, seguiamo a partire dai dintorni di Bruxelles, sulla strada per Gent e Bruges. E per Anversa, dove si svolgono gran parte delle soste dei due amici. Che in realtà vediamo incontrarsi, dopo tanto tempo, nel posteggio di un'area attrezzata nei pressi di Nijmegen, nei Paesi Bassi. Tutta finzione? In parte sì, visto che lo stesso Marchioni racconta di aver girato in "varie stazioni di servizio enormi, vicino e Bruxelles e Anversa" e "nell'autoparco di Torino".



Nell'autunno del 2017, "abbiamo attraversato l'Italia, fino ad arrivare giù", ricorda ancora l'attore romano. Che è arrivato in Sicilia - con tutta la troupe - solo dopo aver lavorato in Belgio, Piemonte e in Trentino. "La scena delle terme l'abbiamo girata vicino a Trento, come anche quella del ristorante" (e non ad Anversa!), aggiunge Marchioni, anche se le immagini del film parlano anche di autostrade tedesche (verso Francoforte) e i tanti ringraziamenti citano la Casteleintje's House e il Noxx Club della città portuale belga, l'Audiodrome di Moncalieri o l'Officina Gambrinus, il Café de la Paix, la Malga Riondera di Trento e il Cotton Club di Vigolo Baselga.

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"Questo film racconta due viaggi: uno creativo e uno fatto di desideri e di fragilità - ha spiegato Marco d'Amore alla stampa. - La nostra è stata un'avventura faticosa, senza comfort né jet privati, un viaggio con lo zaino in spalla, anche poetico. E che ci ha fatto capire come in Italia siamo sfavoriti rispetto agli altri paesi. Il cinema ha bisogno di mezzi. Se siamo due attori, un microfono e una macchina da presa, non possiamo certo competere con 007 che blocca Matera". "Ho cercato di raccontare il sentimento di molti ragazzi che hanno scelto di vivere all’estero ma che vorrebbero tornare - chiosa il regista, nelle sue note. - Riflettere sul mondo contemporaneo, sul significato della parola 'casa', sul valore di un ritorno, del recupero delle origini, della terra e dell'identità non solo individuale ma anche collettiva".
 
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