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Città del Messico location film Gueros Cinque Tequila Guanajuato

Città del Messico in compagnia di giovani musicofili e arzilli ottantenni

Gli originali protagonisti di Cinque tequila e Gueros vivono avventure On the Road nei due film attualmente in sala

Cineama
Eravamo già passati da Città del Messico, in occasione delle riprese dell'ultimo 007 che proprio durante la festa del Dia del Los Muertos aveva ambientato uno degli incipit più riusciti e adrenalinici del franchise. L'avventura di Spectre si era poi spostata verso altri lidi (Roma compresa), 'sprecando' la possibilità di visitare i dintorni del cosiddetto Distrito Federal e scoprire un'altra faccia del Paese affacciato sul Mar dei Caraibi.

Nella stessa settimana, per fortuna, arrivano nelle sale italiane due esponenti della sempre più fiorente e apprezzabile industria cinematografica messicana. Due film che - entrambi - ci mostrano viaggi di natura e origine completamente diversa, ma dei quali potremo approfittare. A partire dal Güeros di Alonso Ruizpalacios premiato come Miglior Opera prima al Festival di Berlino di gennaio oltre che dal AFI Fest e dai festival di L'Avana, Gerusalemme, LLeida, Odessa, San Sebastian e Tribeca (Miglior Fotografia e Menzione speciale della giuria per il Best New Narrative Director).

La ricerca del proprio cantante preferito, in fin di vita, cui porgere un ultimo omaggio, spinge due fratelli e un loro amico a un imprevisto inseguimento on the road, tutto all'interno della megalopoli senza fine di Città del Messico, che lo stesso regista omaggia esplicitamente: "La città è la vera protagonista del film, dove talvolta diventa la sua stessa antagonista. Avere una popolazione di oltre 20 milioni di persone, con luoghi ricchi di forti contrasti, decine di quartieri diversi tra loro e separati da invisibili bordi, trasforma questa città in una vera e propria nazione".

Entro quei confini interni si è mossa la troupe, muovendosi per zone della città in genere meno battute e considerate marginali come Santa Fe, lo storico quartiere commerciale della Lagunilla e nelle aule della facoltà di Filosofia della UNAM, centrale nel racconto. Scelte originali e coraggiose a loro modo, come quella di affidarsi a un nostalgico bianco e nero per creare una sensazione di intimità, come sottolinea lo stesso regista: "Siamo troppo sovraesposti cromaticamnte. A volte invece il bianco e nero ti fa fermare, a guardare. Sono occhi nuovi con cui vedere la città". E "vorrei che anche voi vedeste la città, pur se conosciuta - aggiunge, - con occhi nuovi, come quelli di Tomas che arriva da Veracruz".

Si capisce perché non abbia alcuna intenzione di girare fuori dal messico ("Non ho il Sogno Americano… Mi interessa raccontare storie in Messico, per contribuire alla vita culturale del Paese") vista la varietà di panorami e di modalità ancora da sfruttare da queste parti. Come dimostra anche il Cinque tequila di Jack Zagha Kababie, nel quale a viaggiare sono tre ultraottantenni uniti dalla passione per il gioco del domino e impegnati nell'esaudire l'ultimo desiderio di un loro quarto compagno: portare al museo della cittadina messicana di Guanajuato un vecchio tovagliolo di carta con la prima versione di una celeberrima canzone scritta dal famoso José Alfredo "El Rey" Jiménez, il miglior compositore messicano di musica ranchera di tutti i tempi.

“Il film è il viaggio di tre ottantenni attraverso un paese mistico, raccontato come se a vederlo fosse lo sguardo puro di un bambino - racconta il regista del suo film. - La gioia vissuta dal trio è impagabile. È un regalo a coloro che affrontano le proprie difficoltà per un qualcosa di più grande: l’amicizia". Un'ultima sigaretta insieme e un giro di tequila (non a caso il titolo originale è proprio 'En el último trago') ci accompagnano verso la conclusione della storia, e soprattutto verso la Casa Museo José Alfredo Jiménez del 'pueblo' di Dolores Hidalgo, Guanajuato, cittadina natale del musicista. E location principale scelta da Kababie che, dopo aver iniziato le riprese (nel lontano 2012!) davanti alla chiesa del Centro Storico di Nuestra Señora de Santa Teresa, ha voluto condividere con il suo pubblico e con noi la lezione appresa dall'esperienza: "Quando fai un Road Movie la cosa più importante della vita è continuare a cercare, domandare, provare cose nuove, rischiare sempre. Molte volte non abbiamo le risposte né possiamo sapere se stiamo andando dalla parte giusta o sbagliata, ma continuiamo a tentare"…

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