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È Cape Town la Torre Nera di Stephen King

Nel film ispirato alla saga letteraria, il Medio-Mondo spazia dal Sudafrica a New York

warner bros.
Per quanto abbia raccontato storie ambientate in ogni dove e ci abbia trascinato tra le più isolate montagne innevate e le profondità del subconscio - oltre che della terra - quando si pensa a Stephen King, è inevitabile slegarlo dal suo Maine o dalla Castle Rock letteraria nella quale ha ambientato molti dei suoi romanzi, da La zona morta a Cujo, da La metà oscura e Cose preziose ai libri più recenti. Non facile quindi trovare la location giusta per l'adattamento del suo cosiddetto 'magnum opus', quel La torre nera adattato da Nikolaj Arcel e girato sfruttando ampiamente i panorami sudafricani e i dintorni di Cape Town.

Nel Medio-Mondo, il pistolero Roland Deschain (interpretato da Idris Elba) è condannato ad un’eterna battaglia contro il Male e quanti cerchino di diffonderlo. Come il Walter O’Dim di Matthew McConaughey, conosciuto come l’uomo in nero, il cui obiettivo è riuscire ad abbattere la Torre Nera che tiene insieme l’universo con "la mente di un bambino", come dice la profezia. Un bambino che viene dal 'Mondo-Cardine', la Terra. La posta in gioco è quindi il destino del mondo: ma il bene e il male dovranno scontrarsi in una battaglia estrema, e solo Roland potrà difendere la Torre dall’uomo in nero.

Ma la sua missione passa attraverso la salvezza del piccolo Jake Chambers di Tom Taylor, e per alcuni degli angoli della sua città: New York. Una delle scene più animate e devastanti si svolge proprio dall'altro lato dell'East River, sotto il Ponte di Manhattan, dalle parti della St. Ann's Warehouse di Water Street. Ma uno dei centri dell'azione è nell'Upper East, tra Lexington Ave e la E 29th St, tra Madison Ave e la 27th St, tra la 26th St e la 3rd Ave… e giù vero Madison Square Park, dove vediamo McConaughey attraversare la 5th Ave. poco più su di Eataly, tra White St e Walker St verso Tribeca, per non parlare della casa di Dutch Hill disegnata da Jake, e in realtà a Stuyvesant Heights, Brooklyn.



Eppure, anche in questo caso, il 'Cinema' ha fatto la sua parte… Tanto per il Dixie Pig dove la vicenda ci conduce per il suo finale: apparentemente nella sempre più frequentata Dumbo, "una piccola città nella città" ricostruita in un piccolo centro commerciale abbandonato a più piani di Cape Town. E la capitale legislativa e terza città più popolosa del Sudafrica è stata scelta come Quartier Generale del resto delle riprese…

Tanto quelle cittadine e in interni, quanto quell in esterni, nei dintorni, influenzate dal paesaggio western di Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (come ammise lo stesso Stephen King). E nelle quali si possono intuire - e apprezzare - le cornici naturali delle Cederberg mountains, da Rawsonville (dove parrebbe essere l'ingresso della grotta utilizzata nel film) verso Nord, del Tankwa Karoo National Park (sede dell'AfrikaBurn, o African Burning Man festival) e della Blyde River Canyon Nature Reserve di Mpumalanga, a nordovest di Johannesburg.

"In Sudafrica abbiamo trovato dei deserti 'dell'altro mondo' - come il Karoo, confessa lo scenografo Christopher Glass. - Ci sono molti resti di antiche civiltà sparpagliate nell'area. E l'orizzonte continua a muoversi… mai visto niente del genere prima". Diverso anche dalla zona vinicola fuori da Città del Capo, dove sono stati situati i set del villaggio Manni, rifugio di una piccola comunità di sopravvissuti: "un incrocio tra gli Amish e qualcosa di più tribale", continua Glass, che rivela di aver scelto il luogo per il suo "realismo, qualcosa di molto simile alle tempeste di sabbia dette 'Dust Bowl'" che colpirono Stati Uniti e Canada negli anni trenta.
 
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