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Berna si mette in mostra

Berna si mette in mostra

Pronta ad accogliere sportivi e turisti per gli Europei di calcio, la capitale federale della Svizzera si mette in gioco tra tradizione e innovazione con Einstein come genio tutelare e un centro storico Patrimonio Unesco.

Berna Einstein Museum
Courtesy of ©Bhm
Insieme a Basilea, Ginevra e Zurigo, la capitale federale della Svizzera si appresta ad ospitare gli Europei di calcio 2008 (dal 7 al 29 giugno), pronta ad accogliere sportivi e turisti in un colpo solo. Del resto, Berna non è certo impreparata quanto a tifo e tiri di palla. Quando nel 1954 la Germania vinse i Mondiali, Berna era la capitale del calcio e si affacciava al mondo dell’agonismo come un piccolo miracolo sportivo. Oggi la città svizzera è pronta per mettersi in mostra come non mai, a cominciare dalla porta d’accesso, la Piazza della Stazione, completamente rinnovata: il sottopassaggio Christoffel, la superficie della piazza e l’incanalamento del traffico sono stati completamente riconfigurati, anche al fine di rendere maggiormente visibili gli spazi aperti della città, il Burgerspital e la Chiesa dello Spirito Santo.

Il tratto più eccentrico della città è che, accanto alla sua anima storica pregiata del riconoscimento da parte dell’Unesco quale Patrimonio culturale dell’umanità, ferve uno spirito avanguardistico senza limiti. E’ nota a livello globale la tradizione della città per la tecnologia medica, ma forse non tutti sanno che è sui cieli che punta l’intelligenza scientifica dei bernesi. L’istituto di fisica dell’Università di Berna lavora ad un progetto sotto l’egidia dell’Agenzia spaziale europea ESA, al fine di mettere a punto strumenti di impeccabile precisione che possano scandagliare i misteri del cosmo. Intanto, è la sonda spaziale Rosetta ad essere stata inviata in missione alla volta della cometa Churyomov-Garasimenko e raggiungerà il suo oggetto di studio nel 2014.

La precisione è senza dubbio il pallino dei bernesi, come lo era per Albert Einstein che proprio a Berna si trovava quando nel 1905 creò la famosa formula della relatività. Conviene visitare il museo dedicato allo scienziato, perché è il primo al mondo con oltre 200 reperti e documentari che raccontano la vita del genio su una superficie espositiva di 1200 metri quadrati presso il Museo storico. Anche il provocatorio marchio svizzero dello Swatch è stato ideato nel Cantone di Berna, nell’anno 1983, ed è fin troppo nota l’associazione della leggendaria precisione svizzera con gli orologi.

Simultanea a questa vocazione un po’ maniacale per il calcolo e l’inventiva, è lo spirito romantico di una città che mantiene intatto un centro storico di tutto rispetto, attraversato dal fiume Aare: 6 chilometri di arcate e una delle  passeggiate commerciali coperte più lunghe d’Europa ne fanno un patrimonio indiscutibile. Per un colpo d’occhio sull’antica città, valevole più di mille parole, basta salire sulla Fossa degli orsi o sulla piattaforma della torre di 101 metri della Cattedrale. Per vivere da vicino l’atmosfera ancora medievale che è facile respirare nel centro, basta entrare in uno dei tanti bar e  caffè-teatro del centro storico, in parte ricavati in cantine con le volte a botte, oppure nei piccoli caffè squisitamente adagiati sulle rive dell’Aare. Come suggerimento gastronomico, anche se la stagione calda invoglia meno, si consiglia l’assaggio del famoso Toblerone, l’inconfondibile cioccolato svizzero triangolare, prodotto esclusivamente a Berna.
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