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Bahrain, art gallery nella capitale Manama

Bahrain: non solo petrolio e Formula 1

Non solo petrolio e Formula Uno. Il Bahrain investe nella cultura e nel centro di Manama: 11 case tradizionali sono rinate per diventare musei e luoghi da visitare.

Bahrain, arte del Al Riwaq Art Space
©Al Riwaq Art Space
E' l'altra faccia della penisola arabica. Investe in cultura e non solo in petrolio. Dopo il boom di Dubai, lo sboom edilizio con la crisi e dopo l'ascesa di Abu-Dhabi, adesso è la volta del Bahrein. Nel 2004 quest'isola del Golfo Persico conquista la ribalta internazionale grazie al Gran Premio di Formula Uno, oggi  è una meta culturale e archeologica.  Da anni infatti sta investendo sul proprio patrimonio storico e archeologico: nel 2005 Qal'at Al-Bahrain, conosciuto come il Forte Portoghese, a pochi chilometri dal centro della capitale Manama, è stato inserito nella lista del Patrimonio Unesco. Da qui sono iniziate numerose campagne archeologiche, tese a riscoprire il passato del paese, considerato, secondo una leggenda, il luogo dove si trovava il Giardino dell'Eden (il  Tree of Life, una enorme acacia nel deserto, lo testimonierebbe).

A promuovere tale ricchezza ha contribuito anche l'attuale ministro (donna) della Cultura Sheikha Mai, che ha avviato un ampio programma di conservazione di edifici e siti storici del paese. E' anche grazie a lei  se il centro storico di Manama, capitale moderna del paese, tra grattacieli e avenue, sta vivendo una nuova vita,  attraverso una serie di interventi di recupero di vecchie case tradizionali. Già 11 sono state trasformate per essere aperte al pubblico, spesso in occasione di concerti e mostre. E inoltre nascono locali e caffè nel cuore di Manama, soprattutto nel quartiere di Adliya, una zona multiculturale e internazionale, al centro della vita notturna della città, a due passi dai luoghi turistici più importanti come il Museo Nazionale.

Tante le art gallery che hanno trovato rifugio in quest'area, tra le più interessanti c'è  Al Riwaq. Ricavata dal recupero di una antica casa a due piani, ospita mostre dei maggiori artisti mediorientali, soprattutto libanesi. Un buon indirizzo dove mangiare nella zona è Mezzaluna, anch'esso ricavato da una vecchia abitazione restaurata. In menu  piatti di pesce dal tocco francese, accompagnati dalle tipiche mezze mediorientali (i piattini antipasto). Da non perdere una visita  al suk di Manama, tra le arterie Isa Al Kabeer, Government Avenue e Sheik Hamad Avenue. Vi si trova di tutto, dai generi alimentari agli oggetti artigianali. Numerose le gioiellerie che vendono oro e perle naturali, vere specialità del paese. Da vedere anche la Moschea di Al-Fatih, che è la più grande di tutto il Bahrain e può essere visitata anche dai non musulmani.

Per una pausa caffè e qualche specialità araba, tra i luoghi più noti c'è il Veranda Gallery Café, su Sheik Isa Avenue,  dove gustare un po' di mezze  e fumare una shisha, la classica pipa ad acqua. Naturalmente vale una sosta lo splendido Forte Portoghese, patrimonio Unesco ma non è l'unica fortezza da visitare. L'isola ne conserva almeno altre due dove si può andare: il Forte Arad del XVII secolo e il Forte Al-Fatih a Riffa costruito nel 1812 e ideale per godersi il tramonto nel deserto.

Guarda le foto: Bahrain, il Regno dei due mari

Informazioni
www.bahraintourism.com


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