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Giappone: il lusso rurale dei ryokan

All'ombra del monte Fuji

Viaggio in Giappone stile Daymio: eleganza, raffinatezza, cura dei dettagli e tanto, tantissimo relax. Dove? Nei ryokan, alberghi rurali della tradizione giapponese immersi nelle aree naturalistiche più belle del Sol Levante.

Giappone Monte Fuji
©GoraKadan.com
Le cameriere indossano sempre il kimono, riordinano il tuo tavolo e si preoccupano di srotolare il tuo futon. Se vuoi, mangi in camera – ed è più la regola che l’eccezione –  nel migliore dei casi hai vasche termali a disposizione direttamente in stanza e, come cornice, le aree naturalistiche più belle del Sol Levante. Questo è l’inizio di un sogno possibile. C’è un Giappone molto raffinato e intimista che si può vivere nel lusso discreto tra le pareti blindate di un ryokan. Lontani – idealmente e anche fisicamente – dai soliti e più cosmopoliti alberghi, i ryokan sono un modo di approcciare alla non facile cultura orientale con uno stile inconfondibile, quello dell’elegante epoca dei Daimyo.

Gli alberghi rurali giapponesi (ryokan) si distinguono nettamente dagli hotel in stile occidentale presenti nelle grandi e piccole città e dai business hotel che sono l’altro pezzo forte dell’hotellerie giapponese. Più che alberghi sono oasi di pace dove tutti collaborano all’obiettivo primario: il relax e l’accoglienza dell’ospite. La posizione, innanzi tutto. Ubicati lungo le strade provinciali, distanti dai centri affollati, solitamente immersi nella natura. A due passi dal Monte Fuji, per esempio. Come nel caso del Gora Kadan, uno dei ryokan storici del Giappone inserito nel parco nazionale di Hakone, un luogo idilliaco a circa un’ora da Tokyo.

Caratteristica peculiare dei ryokan sono gli “onsen”, bagni termali pubblici giapponesi che spesso usano l’acqua calda proveniente da sorgenti vulcaniche naturali. Anzi, a dirla tutta gli onsen sono effettivamente dei ryokan costruiti attorno a una sorgente termale. Ebbene, vasche fumanti di fronte a finestre panoramiche vi faranno benedire la scelta del vostro ryokan; l’alternativa sono i Rotenburo, bagni termali all’aperto.

Entrare così da padroni nei meandri più segreti della ritualità orientale implica una sorta di accettazione immediata a prenderne parte. Niente abiti occidentali, dunque, se possibile, e via libera allo “yukata”, un kimono informale di cotone a motivi blu e bianchi che viene fornito per la permanenza nel ryokan. Stessa sorte per il cibo: giapponese allo stato puro, naturalmente: otsukuri, nimomo, yakimono, nabemono, agemono, suimono, shokuji, knonomo, mizugashi, sake.

Circondati da bellezze naturali che non invogliano a cercare altro al di fuori di lì, i ryokan sono destinazioni a sé, in effetti, più che soluzioni di soggiorno per un viaggio in Giappone. Belli fuori, dentro e nei dintorni, i ryokan giapponesi hanno il loro prezzo, ovviamente. Non proprio economici e fuori mano. Ma una volta raggiunti, difficilmente ci si pente. Prendiamo ad esempio un altro nome, Myojinkan. Quest’altro ryokan si trova nel mezzo del parco nazionale Yatsugatake nella provincia di Nagano ed ogni dettaglio è studiato per far godere appieno, in sintonia con la filosofia zen che certo ispira questi luoghi, la natura benefica per la mente e lo spirito dell’ospite.

In Italia, l’offerta turistica si sta muovendo nella direzione ryokan, anche se rimane una scelta di nicchia. La catena Tablet Hotels, ad esempio, ha recentemente inserito nella sua programmazione 3 ryokan. Dunque, se vi sembrano paradisi irraggiungibili, in realtà non lo sono. Info: www.tablethotels.it

Informazioni utili
Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO)
http://www.jnto.go.jp/
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