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Abruzzo Pescara Valle dell’Orfento Riserva Naturale

Valle dell'Orfento, un canyon nel cuore della Majella

La splendida valle abruzzese è uno scrigno di biodiversità tutto da scoprire

valle dell'orfento
©GLC33/Wikimedia Commons CC BY SA 4.0
Riserva Naturale Valle dell'Orfento
Boschi lussureggianti, profondi canyon scavati nel tempo, con pazienza, dall'acqua che in alcuni punti forma vivaci cascate, un vero e proprio scrigno di biodiversità in cui convivono specie affascinanti. E' cosÌ che si presenta la Valle dell'Orfento, un'autentica rarità nel Parco della Majella che offre ai suoi visitatori l'opportunità di esplorare un ambiente selvaggio ed incontaminato nel quale riscoprire il più autentico contatto con la natura. Questo magnifico angolo di Abruzzo, dichiarato Riserva Naturale già nel 1971, è una vera rarità nella zona della Majella, dove gli aridi valloni non sono mai solcati dall'acqua. Qui, invece, il fiume Orfento, che nasce dalla cascata della Sfischia, sulla sommità della Majella (monte Pesco Falcone), scende fino a Caramanico Terme, la località principale della zona, creando un habitat ricchissimo ed unico nel suo genere di cui il merlo acquaiolo è divenuto il simbolo. La Riserva, la cui attuale estensione supera i 2.600 ettari, assieme alle altre Riserve istituite nel corso del tempo nelle aree limitrofe, ricopre una superficie di 10.000 ettari che costituiscono il cuore del Parco Nazionale della Majella, la parte di maggiore rilevanza naturalistica. La valle offre dimora alla lontra europea e sulle rupi è possibile avvistare l'elegante falco pellegrino e la pinguicola fiorii, una piccola pianta carnivora, mentre ad oltre 2.000 metri di quota non è raro imbattersi nella stella alpina appenninica. Agli inizi degli anni '80 sono state effettuate le prime reintroduzioni, all'interno della valle, di cervi e caprioli che oggi sono finalmente tornati a popolare l'intero territorio della Riserva.

La Majella
 
Un paradiso per glie scursionisti

Con una tale varietà di ambienti e di paesaggi differenti, non meraviglia che la Valle dell'Orfento sia divenuta, oggi, una delle zone più amate dagli escursionisti che esplorano il Parco della Majella. All'interno della Riserva si snoda un'articolata rete di sentieri ai quali si accede da entrambi i versanti della montagna, e a valle, dalla strada statale. Il più apprezzato degli itinerari escursionistici della valle è quello che percorre il Sentiero delle Scalelle in un susseguirsi di ponticelli e staccionate che consentono di seguire il percorso del fiume ammirando la ricca vegetazione ripariale e la magnifica gola scavata dal corso impetuoso delle acque. Il percorso prende il via dal Centro Visitatori "Paolo Barrasso" di Caramanico, dove, attraverso un cancello, si accede al sentiero. Seguendo le indicazioni si imbocca il sentiero B6 che porta alla scoperta della scenografica balza panoramica a ridosso del fiume e della profonda gola, del Ponte San Cataldo, del sentiero S dal quale si può raggiungere il Ponte di Caramanico, il principale per accedere al paese, e di una spettacolare gola ricoperta di fogliame e solcata dal fiume nella quale è ancora possibile ammirare i resti di un antico mulino.

Il fiume lungo il sentiero delle Scalelle (©GLC33/CC BY SA 4.0)
 
Per chi ancora non ne avesse abbastanza dei bellissimi paesaggi della valle, l'Anello Ponte del Vallone e Ponte della Pietra offre altre affascinanti prospettive per osservarne le bellezze. Il percorso segue l'itinerario Santa Croce – Ponte del Vallone – Ponte di Caramanico oppure, nuovamente, il sentiero delle Scalelle, e prende il via dalla contrada caramanichese dalla quale si imbocca un sentiero che conduce ad un bosco di conifere impiantate con pini neri, per poi proseguire sino ad una spaccatura nella roccia che consente di raggiungere la parte finale dominata da una stretta forra. Il secondo sentiero ad anello costeggia l'altro partendo da Santa Croce, e seguendo poi Rifugio la Cesa, Guado Sant'Antonio e Colle della Ciocca. Lungo il percorso si potranno avvistare numerose specie animali come rane, sparvieri, aquile. La zona di Ponte San Benedetto ha un tratto di roccia attrezzato con una fune d'acciaio.

E' la sede centrale di Caramanico ad organizzare le escursioni lungo i numerosi sentieri che se snodano nella Riserva. All'interno del Centro Visite è stato, inoltre, allestito il Museo “Paolo Barrasso” inaugurato nel 1986 grazie ad una iniziativa del Corpo Forestale dello Stato al fine di presentare le più significative caratteristiche ambientali della Majella. Al suo interno si trovano anche il punto informazioni e il Comando del Corpo Forestale, oltre ad una sezione archeologica che illustra la storia e lo sviluppo, nel corso delle ere e dei millenni, della Majella, dai vasti pianori di alta quota alla mugheta, dalla estesa faggeta al querceto. Alle interessanti aree geologica ed archeologica si aggiunge, inoltre, quella dedicata al Progetto Lontra.

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