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Sardegna Ogliastra natura trekking

Sardegna, il Selvaggio Blu è il trekking più impegnativo d’Europa

L'itinerario si estende per oltre 40 chilometri, dal porto turistico di Santa Maria Navarrese alla spiaggia di Cala Sisine

Sardegna, natura, selvaggio blu
©iStock
Sardegna, natura, selvaggio blu
Ha la fama di essere "il trekking più impegnativo d'Italia" il Selvaggio Blu, una delle zone più selvagge e affascinanti della Sardegna. Si trova nel cuore dell'Ogliastra, più precisamente nel territorio del distretto di Baunei. Qui è possibile percorrere un lungo e complesso sentiero che permette di addentrarsi in scenari e paesaggi meravigliosi, tra mari e monti, guglie e archi di roccia, scale di ginepro e falesie a picco sul mare. Una natura prorompente, immobile nella sua primordiale bellezza. E' facile intuire, quindi, il perché di questo nome, "selvaggio blu", così evocativo.
 
Ideato nel 1987 dal fotografo e alpinista Mario Verin e dall'architetto Peppino Cicalò, presidente della sezione Nuoro del Club Alpino Italiano, l'itinerario si estende per oltre 40 chilometri, dal porto turistico di Santa Maria Navarrese alla spiaggia di Cala Sisine. Un percorso che richiede, in media, 4 giorni. Eppure molte persone impiegano circa 6-7 giorni, ovviamente in base all'esperienza e alla forma fisica degli appassionati e sportivi. Che magari preferiscono prendersi qualche pausa in più, lungo gli antichi sentieri di carbonai e pastori.
 
Con una breve escursione raggiungerai lo spettacolare monumento naturale di Pedra Longa: è un rilassante inizio del tracciato, che nelle tappe successive diventa un entusiasmante e impegnativo sentiero alpinistico, sconsigliato agli escursionisti. La vera prima tappa parte dall’aguglia di Pedra Longa. La fatica della salita - 625 metri di dislivello- sarà ripagata dal paesaggio del Supramonte di Baunei. 
 
Lungo il percorso vedrai scale in ginepro che consentono di varcare la montagna apparentemente inaccessibile: quella detta ‘e s’Ozzastru porta a punta Giradili. La traversata del golfo di Orosei ripercorre le stesse zone del Selvaggio Blu ma predilige l’immediato entroterra: è un trekking più agevole, seppure impegnativo. Partenza e arrivo sono identici, i giorni di cammino cinque, con vista sulla costa orientale.

 
L'itinerario, inoltre, consente di approfondire anche la storia geologica dell'isola sarda. Nella parte settentrionale di Santa Maria Navarrese gli escursionisti hanno la possibilità di muoversi attraverso una sezione caratterizzata da granito risalente all'età paleozoica, con rocce spesse anche diversi metri, alcune di queste particolarmente antiche. A Pedra Longa, invece, parte la transizione verso il calcareo, caratteristica comune della costa del Golfo di Orosei. 
 
Da non perdere, a proposito di bellezze archeologiche, la Grotta del Fico, una caverna carsica situata tra Santa Maria Navarrese e Cala Luna. Raggiungibile in barca o a piedi, fu scoperta dai pescatori all'inizio del XX secolo e aperta al pubblico a partire dal 2003. Al suo interno si trova un lago, i cui limpidi fluidi vengono generati dall'acqua carsica che scorre nella parte principale della grotta. Ma la natura, dicevamo, è presente ovunque. Per quanto riguarda la flora, quindi, si sottolinea la ricca presenza di oleandri, lecci ed euforbie, nonché cisti e ferule. Tra gli animali, invece, prevalgono serpenti e capre, ma non è raro imbattersi in qualche muflone sardo. 
 
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