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Santa Croce, l'acqua sgorga nel cuore dell'Appennino abruzzese

Sui fianchi del Colle Cotardo nella splendida Valle Roveto

 valle roveto
Courtesy of ©Marica Massaro/Wikimedia Commons CC BY SA 4.0
 Valle Roveto
Le montagne abruzzesi non sono soltanto un concentrato di bellezze paesaggistiche in grado di accompagnare i viaggiatori in lunghe passeggiate rigeneranti a tu per tu con la natura. Queste montagne dagli scenari incontaminati sono anche una fonte inesauribile di risorse preziose per la salute dell'ambiente e del nostro organismo. E' proprio dal cuore dell'Appennino Centrale dell'Abruzzo, infatti, che sgorga una delle acque minerali più preziose del nostro Paese. La sorgente Santa Crocesi trova sul Colle Cotardo,dal cui fianco sgorga un'acqua caratterizzata da un elevato livello di purezza, garantito dalla protezione ambientale ed igienico-sanitaria a cui è sottoposta la zona.

Si tratta di un'acqua oligominerale con un residuo fisso di 180 mg/litro che garantisce, pertanto, un equilibrato apporto di sali minerali, oltre ad essere caratterizzata da un basso contenuto di sodio e nitrato. Un'acqua che non subisce alcuna azione di captazione artificialee che si rivela, dunque, un prezioso elisir di benessere. E non potrebbe essere altrimenti, perchè il luogo in cui nasce custodisce un patrimonio naturalistico inestimabile di cui l'acqua rappresenta, allo stesso tempo, un elemento ed un artefice. 

Il Colle Cotardo, infatti, è noto anche per i suoi folti boschi di castagniche donano uno dei frutti più preziosi della regione, la castagna“roscetta”definita, non a caso, la “regina della valle”. La ricca presenza di sorgenti e, quindi, di acqua garantisce lo sviluppo di unavegetazione lussureggianteche, fino ai 500-600 metri di altitudine sfoggia boschi misti di querce, ornati di ginestre. Sul versante sinistro del Liri i boschi di quercia si arrampicano sino alla coma del Monte Orbetta, mentre sul destro sonoi castagni a dominare il paesaggio. Al di sopra dei 900 metri di altitudine ci si comincia ad imbattere, invece, nel cerro che preannuncia scenari tipici del piano montano in cui predomina, invece,il faggioche ricopre uniformemente la montagna sino ai 1.650 metri di altitudine.

E se lungo il fiume Liri, è possibile ammirare pioppi neri, salici, rovi e biancospini, il sottobosco è, invece, punteggiato di funghi e fragole. Altrettanto ricco il patrimonio floristico di cui le espressioni più affascinanti e preziose sono rappresentate da specie come il giglio martagone(Lilium Martagon), lagenziana (Gentiana Verna), che dona anche la materia prima per la produzione di un liquore, la primula, e il narciso(Narcisus Poeticus).

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