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Pont d'Ael, il ponte-acquedotto con 3 millenni di storia

Il ponte valdostano, tra Aymavilles e Cogne, è un capolavoro di ingegneria idraulica di epoca romana

pont d'ael
Courtesy of ©lovevda.it
Ponte acquedotto romano di Pont d'Ael
Sulla destra della strada che da Aymavilles conduce a Cogne, c'è un luogo in cui natura e storia hanno dato vita a scenari unici in cui le bellezze del paesaggio si fondono con le opere millenarie dell'uomo. Un lungo in in cui è piacevole concedersi una giornata estiva all'aria aperta con la propria famiglia, a caccia di passeggiate da sogno e di aria buona. La Valle d'Aosta si è sempre rivelata particolarmente prodiga di spunti interessanti e, soprattutto quest'anno in cui viaggiatori cercano mete in grado di offrire la possibilità di allontanarsi per un po' dal caos e godere della bellezza della natura, la regione ha accolto migliaia di viaggiatori tra le vette di alcune delle cime più alte delle Alpi, promettendo trekking e camminate suggestive da affrontare anche assieme ai bambini, come quella che consente di esplorare l'antichissimo ponte-acquedotto romano, nella foto in basso, che sovrasta il torrente Grand-Eyvia, nei pressi del grazioso villaggio di Pont d'Ael. L'antica costruzione si presenta come una imponente opera in muratura e blocchi di pietra da taglio che raggiunge i 56 metri di altezza ed i 60 di lunghezza, regalando un colpo d'occhio davvero unico. Immerso in una lussureggiante cornice naturalistica che fa da sfondo durante lo svolgimento dell'intero percorso di visita, il monumento svela la sua antica funzione di ponte-acquedotto e l'interessante struttura su due livelli costituiti da un condotto superiore pavimentato in grosse lastre litiche squadrate (lo specus) e originariamente impermeabilizzato da apposita malta idraulica, che consentiva il passaggio dell’acqua, e un camminamento inferiore, largo circa un metro e opportunamente areato ed illuminato, che consentiva il transito di uomini e animali.

(Courtesy of ©lovevda.it)
 
Un monumento unico nel suo genere

L'iscrizione che campeggia sul fronte volto a nord (nella foto in basso), svela che il promotore e proprietario di questa imponente opera di ingegneria idraulica era Caius Avillius Caimus, originario di Patavium (Padova) e che la sua costruzione risale niente meno che all'anno 3 a.C.. La famiglia da cui proveniva il committente era una facoltosa gens di imprenditori (gli Avilli) che si era già ampiamente affermata, sia dal punto economico che sociale, anche nel nord-est della Cisalpina, favorendone l'ambizione di poter gestire le cave di marmo locali e di poter intraprendere l'attività estrattiva che le avrebbe consentito di ottenere lustro, cospicui guadagni e, dunque, visibilità e prestigio agli occhi dei componenti della giovane colonia di Augusta Praetoria. Quello di Pont d'Ael si tratta, quindi, di una delle rare opere di questo genere realizzata per scopi “industriali” e non per servire una villa o un possedimento terriero, come spesso avveniva per queste costruzioni. Il ponte-acquedotto avrebbe, invece, alimentato di acqua le attività di estrazione e lavorazione del marmo bardiglio proveniente dalle cave situate più a valle, in località Pesse del comune di Aymevilles, un marmo dal colore variabile dal grigio-azzurro al grigio-perla venato, che rappresentava una risorsa davvero preziosa. Non a caso ancora oggi può essere facilmente individuato nella maggior parte dei monumenti pubblici e privati di Aosta romana.

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(Courtesy of ©lovevda.it)
Un'imponente opera di restauro

Grazie ad una imponente opera di restauro, ricerca e valorizzazione, oggi il ponte può essere visitato ed attraversato sia dall'esterno, sul livello superiore, che tramite il passaggio interno. Ad una serie di campagne di scavo archeologico effettuate sia sul camminamento superiore sia lungo la sponda in sinistra orografica, sono state affiancate una massiccia opera di restauro conservativo, la realizzazione di un percorso di visita e la riqualificazione di un fabbricato adiacente da trasformare nel Centro di interpretazione del sito. Il progetto di recupero ha consentito la ricostituzione dell’originario percorso ad anello permettendo così ai visitatori, dopo aver transitato nel condotto superiore, di entrare nel livello pedonale attraverso l’accesso in sponda sinistra e uscire raggiungendo la sponda destra, dove sarà riprodotta, grazie ad una passerella in acciaio, l’antica strada romana di servizio ricavata nella roccia naturale che oggi in parte non esiste più a causa della natura scistosa e friabile della roccia locale. Soltanto chi desidera percorrere il passaggio coperto dovrà acquistare il biglietto di ingresso, ma qualunque soluzione si scelga per visitare questa opera grandiosa, si rimarrà certamente conquistati tanto dall'imponenza della sua struttura, sopravvissuta per oltre due millenni, quanto dal magnifico panorama del quale si avrà l'opportunità di godere attraversando il ponte immerso nella natura. L'intero percorso di visita è accessibile da aprile a settembre tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 e dal 1 al 31 ottobre il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Una volta giunti sul luogo si potrà scegliere di partecipare ad interessanti visite guidate o ad attività culturali e laboratori didattici organizzati nel sito.

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