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Parco del Ticino: bello anche di notte

Un'interessante escursione al chiaro di luna rende i paesaggi della riserva lombarda ancora più interessanti e ricchi di fascino

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Courtesy of ©www.parks.it
Il Parco del Ticino al calare della sera
Adagiato tra Piemonte e Lombardia, il Parco della Valle del Ticino costituisce un ambiente dalle caratteristiche uniche di cui il fiume è protagonista indiscusso. Se sul versante piemontese l'area protetta si concentra unicamente lungo le sponde del corso d'acqua, su quello lombardo, invece, abbraccia un territorio di oltre 91 mila ettari che comprende differenti zone paesaggistiche e ben 47 comuni distribuiti tra le province di Milano, Varese e Pavia. Si tratta di un'area dalle suggestioni uniche che l'uomo, nel corso dei secoli, ha saputo plasmare in maniera mai invasiva, sempre nel rispetto della natura circostante con la quale, anzi, ha creato un rapporto di proficua interazione che prosegue ancora oggi. Non a caso il Parco è stato inserito nella Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera nell'ambito del progamma MAB (Man And Biosphere) dell'UNESCO, assumendo un ruolo di prestigio anche in ambito internazionale.

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A rendere speciale questa riserva alle porte di Milano è la varietà degli scenari che lo compongono che spaziano dall'affascinante valle fluviale, sino alla pianura irrigua, all'altopiano asciutto e alle colline prealpine ricoperte di pinete che si affacciano sul Lago Maggiore. Ognuno di questi territori è stato arricchito dall'uomo di centri abitati, terreni agricoli ed edifici civili e religiosi che non deturpano l'ambiente e che, anzi, ne costituiscono ormai parte integrante. Una tale varietà non può che dare origine ad un'altrettanto ricca biodiversità che rende ancora più interessante la vasta area del Parco. Il 40% del suo territorio è occupato dalla valle fluviale, che rappresenta anche la zona più rilevante a livello naturalistico, il 60% della superficie del Parco è interessato dall'agricoltura, da sempre favorita dalla presenza dell'acqua. E' affascinante osservare come i campi si insinuano timidamente tra i boschi, specialmente in prossimità della parte bassa del fiume, dove i terrazzamenti sono più dolci. L'area della valle è caratterizzata, inoltre, da incantevoli aree umide dove l'acqua rallenta il suo corso fino, talvolta, a fermarsi e ristagnare favorendo lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione igrofila. La pianura irrigua è, invece, il regno dell'agricoltura. Qui, tra coltivazioni di mais e riso, si alternano campi di pioppo e colture che hanno resistito all'intensivizzazione, come le marcite e i prati marcitoi, che ricoprono anche una notevole importanza storica. L'altopiano asciutto, ricoperto dalla brughiera, è, invece, la zona più urbanizzata.

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Nei differenti ambienti del parco trovano dimora 48 specie di mammiferi, tra cui si distinguono alcuni piccoli carnivori predatori come la martora, la volpe, il tasso, la donnola, la faina e la puzzola che ricoprono l'importante ruolo di regolare l'equilibrio biologico del Parco. Oltre alla ricca vegetazione e ai numerosi animali, nella riserva trovano spazio alcune affascinanti costruzioni dell'uomo che, nel corso dei secoli, ha sfruttato le acque del fiume non solo per l'agricoltura ma anche per i trasporti di merci e persone. Trattandosi di un'area di rilevante interesse strategico, sono stati numerosi i castelli, le torri di avvistamento e le fortificazioni costruite lungo il Ticino. Tra di essi si distinguono i Castelli di Abbiategrasso, Vigevano, Bereguardo, Somma Lombardo oltre che Villa Visconti a Cassindetta di Lugagnano, Villa Gaia e Borgo Archinto a Robecco sul Naviglio e l'Abbazia di Morimondo. Da non perdere, infine, uno dei complessi religiosi più affascinanti dell'area settentrionale del Parco, il Battistero ottagonale del XII secolo edificato di fronte alla splendida chiesa di San Vittore ad Arsago Seprio, e i numerosi musei ricchi di reperti di differenti epoche storiche e preistoriche rinvenuti sul territorio della riserva.

Sabato 8 novembre, poi, il Parco del Ticino si mostra in una veste ancora più accattivante. L'Ente Gestore ha, infatti, organizzato la divertente Notte Bianca della Natura, un evento unico completamente gratuito che prevede una suggestiva camminata notturna durante la quale ascoltare i suoni della natura, sentire i suoi profumi e scoprire i suoi luoghi più affascinanti illuminati soltanto dalla luce della luna. Si potrà, così, scoprire la vita del Parco durante le ore della notte e partecipare, al termine dell'escursione, ad all'interessante laboratorio Negli Occhi di un Gufo che mostrerà e simulerà le tecniche di caccia dei predatori notturni servendosi esclusivamente del tatto. Per prenotarsi all'evento, adatto sia a grandi che piccini, c'è tempo fino al giorno prima, ma, in ogni caso, fino al raggiungimento di un numero massimo di 50 partecipanti.

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