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Molise: le mille bellezze del Giardino della Flora Appenninica

A Capracotta, alle falde del Monte Campo, si estende un rigoglioso orto botanico naturale che custodisce tutte le specie vegetali dell'Appennino centro-meridionale

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Courtesy of facebook.com/GiardinoFloraAppenninica
Il Girdino della Flora Appeninica
Adagiato ad oltre 1.500 metri di altitudine alle falde del Monte Campo, nel cuore del territorio della Comunità Montana dell'Alto Molise, il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta è uno dei più alti d'Italia. Istituito nel 1963 per volere di Valerio Giacomini, venne realizzato da Paolo Pizzolongo ed oggi, grazie alla gestione del Consorzio costituito nel 2003 dall'Università degli Studi del Molise, il Comune di Capracotta e la Regione Molise, si offre come un'interessante opportunità per osservare in un solo luogo facilmente accessibile un ricchissimo spaccato di tutti gli ambienti tipici della flora e della vegetazione dell'Appennino centro-meridionale, custodendo una moltitudine di habitat e di specie differenti concentrati in un territorio che si estende per 10 ettari fino ai margini della foresta di abete bianco risalente all'era quaternaria che riveste il versante settentrionale del Monte Campo.

Dall'ambiente palustre a quello rupicolo, sino alla faggeta e all'arbusteto, la natura appenninica si svela in questo magnifico Giardino che si presenta come un ricco orto botanico naturale che custodisce le specie autoctone della zona centro meridionale della catena montuosa, curate e salvaguardate dal Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell'Università degli Studi del Molise che porta avanti diversi progetti di ricerca e di conservazione della biodiversità sia in situ, attraverso la ricostruzione di habitat e il recupero di piante tutelate e a rischio estinzione, sia extra situ mediante la conservazione dei semi e la propagazione di specie naturali e coltivate a rischio estinzione. Non meraviglia, dunque, che il simbolo del Giardino della Flora Appenninica di Capracotta sia proprio l'Acero di Lobelius, una specie diffusa nei boschi della zona e presente soltanto sull'Appennino centro-meridionale.

A chi lo visita il Giardino si presenta come un trionfo di natura lussureggiante dalla quale fanno capolino una moltitudine di specie differenti tutte segnalate con un cartello che riporta il nome della Famiglia, il genere, la specie e la sottospecie. La vegetazione arborea spontanea è costituita da specie della faggetta come Fagus sylvatica, Acer pseusoplatanus e Sorbus aucuparia. Non è raro imbattersi, inoltre, in esemplari di Agrifoglio, dal fogliame lucido sempreverde e dalle tipiche bacche rosse, e di Tasso, diffuso sul Monte Campo, che è stato reintrodotto nel Giardino. Passeggiando nel sottobosco si possono apprezzare specie a fioritura precoce come Anemone appenninica, Corydalis cava, Viola reichenbachiana e Galantus nivalis, che altro non è che il Bucaneve. Nelle zone umide, invece, che fanno parte di una falda sorgiva, si distinguono salici, giunchi ed Epilobium angustifolium, mentre per ammirare le fiorture più belle, il periodo migliore per visitare il Giardino è quello di giugno e luglio quando ci si può lasciar incantare dall'endemica Centaura ambigua, dalla Campanula glomerata, e da piante medicinali come la Digitalis ferruginea.

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