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Liguria, il fascino "teatrale" di Villa Durazzo Pallavicini

La visita della villa genovese è come uno spettacolo teatrale in mezzo alla natura

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Courtesy of ©Faber1893/Wikimedia Commons CC BY SA 4.0
Villa Durazzo Pallavicini
Situata a due passi dalla stazione di Genova Pegli, Villa Durazzo Pallavicini è un luogo dalle atmosfere speciali che catapulta i visitatori in una dimensione in cui si perde la concezione dello spazio e del tempo, complice la struttura del giardino che sfrutta la superficie a disposizione in maniera ingegnosa creando veri e propri inganni visivi in grado di dilatare completamente la percezione dei confini. Realizzata tra il 1840 e il 1846 per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, che commissionò il progetto all'architetto Michele Canzio, si mostra come una delle più interessanti ed affascinanti rappresentazioni del giardino storico romantico italiano ed europeo.

L'abilità di Michele Canzio fu quella di saper sfruttare gli otto ettari di collina a sua disposizione creando molto più di un semplice giardino, ma una vera e propria esperienza dalle mille sfaccettature. Il Parco è strutturato, infatti, come fosse un racconto teatrale dalle ispirazioni esoterico-massoniche che rendono la visita un emozionante percorso storico-culturale e paesaggistico-botanico. Un percorso che offre un'interessante occasione di meditazione e di contemplazione filosofica resa ancor più intensa dai giochi prospettici e dagli "inganni scenografici" che stravolgono completamente la percezione degli spazi.

Il Prologo e l'Antefatto portano alla scoperta del Viale Gotico e del Viale Classico, il Primo Atto, il Ritorno alla Natura, svela nella prima scena il Romitaggio, nella seconda il Parco dei Divertimenti, nella terza il Lago Vecchio e nella quarta la Sorgente. Il Secondo Atto, il Recupero della Storia, articolato anch'esso in quattro scene, mostra le bellezze della Cappelletta di Maria, della Capanna Svizzera, del Castello del Capitano e del Mausoleo del Capitano. Il Terzo Atto, la Catarsi, è un viaggio tra le Grotte/inferno dantesco (prima scena), il Lago Grande (seconda scena), i Giardini di Flora (terza scena) e la Rimembranza (quarta scena). La visita-spettacolo si conclude con l'Esodo e i suoi Giochi d'Acqua.

L'intero percorso è un susseguirsi di scorci caratteristici e rilassanti fatti di laghi, torrentelli, cascate, edifici da giardino, arredi e piante rare. Magnifica la collezione di camelie, la più antica d'Italia, alla quale si accompagnano imponenti alberi secolari e romantici fiori acquatici che fluttuano sugli specchi d'acqua nei quali si riflette il cielo che si fa spazio tra le architetture, le installazioni artistiche e le fronde rigogliose degli alberi.

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