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Forlì: cosa ha di speciale il Bosco di Scardavilla

Cinque particolarità della bellissima Riserva Regionale romagnola da scoprire con itinerari naturalistici alla portata di tutti

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Courtesy of ©RR Bosco di Scardavilla/Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Romagna
Il Bosco e l'angolo della chiesa
Dichiarato Riserva Regionale nel 1991, il bosco di Scardavilla è un'area naturalistica di elevato interesse floristico, faunistico e geomorfologico della provincia forlivese della quale rappresenta anche il relitto più significativo di ambiente legato a suoli ghiaiosi e sabbiosi decalcificati di paleoconoide post glaciale. In un trionfo di paesaggi incantevoli, ricoperti da un folto bosco popolato da una moltitudine di specie differenti, si incastonano preziose testimonianze dalle suggestioni medievali, come chiese, eremi e castelli, che rendono l'area protetta ancora più interessante. Ecco le cinque cose che più di tutte rendono speciale questo bosco romagnolo.

1. I TERRAZZI DEL BIDENTE
Uno degli aspetti che rende unica questa Riserva Regionale è la sua natura geomorfologica. Il fiume Bidente nel corso dei millenni ha modellato il paesaggio creando suggestive terrazze alluvionali che si estendono sulla fascia pedecollinare a circa 100 metri di altitudine. Si tratta dei Terrazzi del Bidente che prendono il nome dal corso d'acqua.

2. UNA FAUNA RICCHISSIMA E AFFASCINANTE
Le ricerche di Pietro Zangheri hanno evidenziato la ricchezza e la rilevanza di una fauna che, grazie agli ambienti dell'antico bosco e degli arbusteti, annovera specie ormai relegate a biotipi di limitata estensione oltre ad un elevato numero di specie più diffuse. Se nel fresco del sottobosco trovano il proprio ambiente ideale anfibi come il rospo comune e quello smeraldino, le rive degli stagni e dei corsi d'acqua ospitano rane, bisce d'acqua e natrici dal collare.

3. IL BOSCO DI QUERCE
Con un'estensione di circa 7 ettari, il bosco di Scardavilla si presenta come un suggestivo querceto misto di cui il cerro rappresenta la specie più diffusa alla quale si affiancano rovere, roverella e soltanto talvolta, la farnia. Sul piano inferiore del bosco di possono, inoltre, apprezzare nespolo, ciavardello, acero campestre, olmo, orniello e sorbo domestico.La particolare posizione geografica e le vicende climatiche hanno, infine, favorito lo sviluppo e la sopravvivenza di vere e proprie rarità botaniche.

4. SENTIERI NATURALISTICI DELLA RISERVA
Gli interessanti percorsi pedonali allestiti all'interno della Riserva rendono la sua esplorazione ancora più interessante. Un sistema articolato di bacheche informative permettono di organizzare piacevoli visite autoguidate che possono snodarsi lungo due differenti itinerari tematici, quello dedicato agli aspetti naturali della Riserva, e quello che permette di scoprire la storia e il paesaggio di Scardavilla.

5. IL MONASTERO
Le prime testimonianze che citano la località di Scardavilla risalgono agli inizi del XIII secolo e la descrivono sotto le dipendenze del convento di S. Maria di Vincareto. Le vestigia del piccolo monastero di S. Maria di Scardavilla, parzialmente trasformati, sono visibili a Scardavilla di sotto e raccontano una lunga storia di preghiera, contemplazione, coltivazione dei campi e allevamento, tutte attività a cui i monaci erano soliti dedicarsi.

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