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Foreste Casentinesi: 5 luoghi nel Parco che lasciano senza fiato 

Alla scoperta della magnifica area protetta adagiata sull'Appennino Tosco Emiliano tra folti boschi secolari, mistici santuari e prorompenti cascate

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Courtesy of ©PN Foreste Casentinesi/Parks.it
La diga di Ridracoli
 Adagiato sull'Appennino Tosco-Emiliano il Parco delle Foreste Casentinesi è un'area protetta di grande fascino che conquista per l'estrema varietà di paesaggi e per le numerose opportunità di concedersi suggestive passeggiate alla scoperta di luoghi incantevoli nei quali la natura e l'uomo hanno creato scenari mozzafiato tutti da scoprire ed immortalare immersi tra folte foreste millenarie e magnifiche montagne popolate da una flora ed una fauna ricche e variegate e punteggiate di splendidi borghi, mulattiere e mistici santuari. Ecco, dunque, i siti più belli da non perdere durante una vista al Parco delle Foreste Casentinesi.

1. LA CASCATA DELL'ACQUACHETA
Tutta la forza prorompente dell'acqua si può ammirare al cospetto del magnifico salto di 70 metri che compie questa splendida cascata che scivola sulla roccia e si tuffa da sporgenze di arenaria. Raggiungendo il pianoro a monte, si scoprirà il suggestivo borgo dei Romiti, edificato sulle rovine dell'antico eremo del monastero di San Benedetto in Alpe dove si rifugiò Dante Alighieri durante l'esilio da Firenze che della cascata fornì un'accurata descrizione nel XVI canto dell'Inferno. Gli appassionati della Divina Commedia, ma anche gli amanti delle camminate in mezzo alla natura non rimarranno delusi da una passeggiata lungo il sentiero “Acquacheta – La valle e la cascata di Dante” che da San benedetto conduce sino alla Cascata dell'Acquacheta.

2. I SANTUARI DI CAMALDOLI E LA VERNA
Il parco è anche una zona dalle suggestive atmosfere mistiche. Basta raggiungere uno dei due magnifici santuari che adornano il paesaggio. Il Monastero di Camaldoli nacque dopo l'anno mille come ospizio, per poi diventare monastero dei Camaldolesi che, a partire dal XVI secolo stamparono, grazie alla tipografia attigua, le Costituzioni Camaldolesi che avevano come oggetto la gestione delle foreste. Da non perdere la chiesa dei Santi Donnino e Ilariano, con gli splendidi dipinti del Vasari, l'antica farmacia, con i suoi strumenti ed i testi provenienti dal laboratorio galenico, e il vicino sentiero natura Alberi e Bosco. Il santuario francescano della Verna, arroccato su una ripida del Monte Penna, è immerso in una splendida selva lussureggiante. Le numerose cavità naturali e gli anfratti che si aprono sulle parte del monte vennero spesso scelte dai frati come luoghi di prehiera. Il santuario fu teatro, nel 1224, del miracolo delle stimmate, citato da Dante in un canto del Paradiso. Da non perdere la cappella di S. Maria degli Angeli dove riposano le spoglie di Orlando Cattani, il conte casentinese che nel 1213 donò il monte a San Francesco.

3. LA FORESTA DI CAMPIGNA E IL PALAZZO GRANDUCALE
La splendida foresta è il luogo ideale per concedersi di ammirare i magnifici scorci creati dall'interazione tra la natura e l'uomo. Qui, tra gli abeti bianchi, sorge il maestoso palazzo granducale nato nel XVIII secolo come residenza di caccia dei Lorena ed oggi trasformato in albergo. Non lontano si scoprirà un suggestivo tronco colonnare di abete bianco disteso sul terreno mentre, presso la stazione forestale, è possibile visitare un piccolo museo naturalistico. Da non perdere una passeggiata lungo il sentiero natura “L'abete bianco e le abetine”.

4. IL BORGO DI RIDRACOLI
La località sorge in una magnifica posizione che permette di ammirare tantissimi scenari differenti. Passeggiando per l'abitato si può immediatamente apprezzare il bellissimo ponte a schiena d'asino che conduce ad un antico palazzo che oggi ospita un albergo. Risalendo la valle, le rovine di un antico castello medievale vegliano sul percorso sino alla diga a monte della quale, invece, si potrà ammirare come il bacino sia racchiuso da suggestive pareti ripide incise da vallecole caratterizzate da un affascinante alternanza di aree boscose e affioramenti rocciosi. Il paese, inoltre, ospita l'interessante Idro Ecomuseo dell'Acqua di Ridracoli.

5. IL MONTE FALTERONA
Sul versante orientale la dorsale appenninica si eleva formando il principale gruppo montuoso del parco. Raggiungere la vetta si rivelerà un'esperienza davvero unica, specialmente si sceglie di farlo percorrendo il piccolo sentiero che comincia dall'abitato di Castagno d'Andrea. Esplorando il versante meridionale del Monte Falterona, ad oltre 1.350 metri di altitudine, si giunge al cospetto della suggestiva sorgente Capo d'Arno considerata, come suggerisce il nome, l'origine del maggiore fiume toscano, mentre procedendo verso est, ci si imbatte in una particolare depressione erbosa chiamata Lago degli Idoli dove sono state rinvenute numerose statuette di epoca etrusca.

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