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Firenze Parchi: Parco delle Cascine

Firenze, il parco dove andava a caccia Cosimo de' Medici

Parco delle Cascine è il cuore verde della città, nato come luogo di svago per la nobiltà fiorentina

Pavoniere
©Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Pavoniere di Parco delle Cascine
Nel 1563 l’area verde delimitata dall’Arno, dal Mugnone e dal Macinate oltre che da Piazza Vittorio Veneto diventa il Parco delle Cascine, oggi polmone verde della città a due passi dal centro e all’epoca terreno per la caccia dei Medici. Cosimo fu particolarmente attento alla manutenzione del parco e anche alla sua innovazione, per questo fece installare piantagioni e colture selezionate con particolare cura ponendo attenzione, oltre che all’estetica, anche sulla possibilità di poter effettuare ricerche ed esperimenti sulla flora. Ecco come la nobiltà fiorentina ebbe nel Parco delle Cascine il punto di riferimento per il suo svago, secie per battute di caccia e allevamento di bovini. Quando erano in programma occasioni speciali come gli spettacoli organizzati dalla corte o la festività dell’Ascensione, l’accesso era acconsentito però anche al popolo fiorentino.



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Con il passaggio della proprietà dai Medici alla famiglia Lorena il parco vide accrescere sempre di più la sua funzione pubblica. Oggi è il più ampio parco pubblico della città, con una superficie di oltre 130 ettari e la presenza di una ricca vegetazione che varia da vasti prati a viali e vialetti. Il patrimonio arboreo conta oltre 19 mila esemplari, tra cui cedri dell’Atlante, pini domestici, platani, lo spettacolare Ginkgo Bilboa, pioppi, platani, lecci, ippocastani e cedri. Cosi come varie sono le specie di volatili: passeri, rondoni, capinere, storni, merli, pettirossi, pappagalli, aironi cinerini e garzette. Il primo nucleo del Parco era costituito dalla tenuta delle Cascine dell'Isola, acquistata dal Duca Alessandro I de' Medici e incrementata da Cosimo I con l'acquisizione di altri terreni, tutti utilizzati a scopo agricolo e per la caccia. Ma le costruzioni più importanti sono state realizzate alla fine del Settecento dall’architetto e botanico Giuseppe Manetti: l’abbeveratoio del Quercione, anche detta fontana delle boccacce, la piramide per il deposito del ghiaccio e la Palazzina Reale in cui oggi è ospitata la Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Firenze.

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La parte ovest del parco ospita due costruzioni originariamente create per accogliere gli uccelli che facevano parte dell’arredo, chiamate fagianiere, e oggi conosciute come pavoniere, dalla forma che ricorda i templi neoclassici. Durante il periodo napoleonico Elisa Baciocchi, Granduchessa di Toscana dal 1807 al 1815, trasforma definitivamente le Cascine in Parco pubblico, e nel 1869, il parco fu ceduto al Comune di Firenze che lo adibì a luogo di svago pubblico e punto di raccolta per diverse manifestazioni. Durante il Novecento fu sempre più frequentato per praticare attività sportive come la corsa coi cavalli, il tennis, il tiro al bersaglio, il tiro al piattello e il nuoto nella piscina delle Pavoniere. L’ultimo intervento architettonico significativo fu la realizzazione della Scuola di Aviazione, nel 1938. Oggi il parco ha mantenuto il suo aspetto monumentale ed è uno dei luoghi preferiti di  podisti, ciclisti e cittadini che decidono di trascorrere qualche ora immersi nel verde. 
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