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umbria: i monti sibilli

Fiori e lenticchie a Pian Grande

L'altopiano infatti si trasforma in uno sterminato campo di fiori, bianchi, gialli, blu e rossi, inondando di colore la vallata. Altro particolare che rende famosa la località del Pian grande, adibito a pascolo per pecore,mucche e cavalli, è la produzione di lenticchie

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Courtesy of © Silvana editoriale
Un altro dei percorsi per liberare corpo e mente delle fatiche del trantran quotidiano è quello che circonda la piana di Castelluccio di Norcia (1484). Il periodo favorevole per raggiungere il Pian Grande è sicuramente la fine della primavera quando si può ammirare la cosiddetta Fiorita. Laltopiano infatti si trasforma in uno sterminato campo di fiori, bianchi, gialli, blu e rossi, inondando di colore la vallata. Altro particolare che rende famosa la località del Pian grande, adibito a pascolo per pecore,mucche e cavalli, è la produzione di lenticchie, rinomate per il loro sapore. Il punto di partenza è anche quello di arrivo: la strada del Pian Grande. Per raggiungerla da Norcia si prende la statale 396 in direzione Ascoli Piceno- Forca Canapine. Raggiunto Castelluccio si prosegue per 6 chilometri fino a raggiungere una pista erbosa che parte sulla sinistra. Lungo il Pian Grande, dopo circa 1,5 chilometri sincontra il tratto finale del Fosso dei Mergani. Sul fondo del fosso si giunge allimbocco dellInghiottitoio, la conca che incanala le acque del rivolo. Lacqua assorbita dal bacino imbrifero dei piani di Castelluccio circa 50 milioni di metri cubi lanno viene raccolta dal fosso dei Mergani che serpeggiando per circa 2,5 chilometri termina nellInghiottitoio. Le acque che alimentano il fosso provengono esclusivamente dallo scioglimento delle nevi e dalle piogge. Nelle vicinanze del fosso è possibile notare varie doline di forme diverse: a imbuto, a piatto a scodella. Si risale poi la stessa sponda e si piega sui prati tornando sulla sinistra alla strada del Pian Grande. La massa calcarea che incombe per oltre 1100 metri dà al paesaggio un aspetto lunare. Lunico elemento che spezza il ritmo dellarea è la lunga frattura che giunge fino alla Forca Viola. Il nome della faglia è poi molto suggestivo, la strada delle Fate. Le alate creature fuggirono per questa via da Castelluccio dopo una notte di balli sfrenati.
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