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Catania, l'Orto Botanico nel cuore della città

Bellissimo e ricco di storia, il giardino custodisce un elevata varietà di specie rare e preziose

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Cpurtesy of ©Esculapio/Wikimedia Commons CC BY SA 4.0
L'Orto Botanico di Catania
C'è un luogo nel cuore di Catania dove natura e storia si fondono insieme e dove, nella quiete dei vialetti dalle geometrie perfette, corpo e mente si ritemprano scoprendo tesori botanici di rara bellezza. Si tratta dell'Orto Botanico dell'Università di Catania, un'oasi rigogliosa incastonata nel nucleo storico della città siciliana. E' un luogo antico e ricco di storia, basti pensare che la sua fondazione risale al 1858 ad opera di Francesco Tornabene Roccaforte. Ciò che rende così speciale questo luogo non è soltanto l'immensa ricchezza del patrimonio botanico che custodisce, ma anche la bellezza dei suoi scorci e la magia delle sue atmosfere, rimaste intatte fino ad oggi. In oltre un secolo e mezzo di storia, infatti, l'aspetto di questo giardino si presenta inalterato rispetto al progetto originario, così come quello dell'affascinante edificio neoclassico che sorge al suo interno.

Chi sceglie di visitare l'Orto Botanico dell'Università di Catania ha l'opportunità di scoprire due differenti giardini, ognuno con le sue irripetibili peculiarità, l'Orto Generale e l'Orto Siculo. Il primo, suddiviso in quadri dai viali che lo percorrono, si articola su due assi ortogonali il cui fulcro sono l'edificio della Scuola, la vasca a settori e la grande serra chiamata Tepidarium. Lungo il percorso si scopre una sorprendente varietà di specie floristiche, alcune suddivise in collezioni tematiche, altre incredibilmente rare e preziose. Magnifica, ad esempio, la collezione di succulente che vanta esemplari coltivati in piena aria tra cui Cereus monumentali, Opuntia, Euphorbia, pulvini spinosi di Echinocactus e Machaerocereus coperti di fitta lanugine bianca, ai quali si aggiungono le specie coltivate in serra, come le piccole Mamillaria, Lobivia, Matucana, le “piante sasso” dei generi Lithops e Gibbaeum, l'Agave victoriae-reginae e moltissime altre.

Chi ama gli scorci dal fascino esotico rimarrà conquistato dai numerosi esemplari di palme, circa 100, appartenenti a circa 80 specie differenti. Tra le più belle, per forme ed eleganza, si annoverano la Trithrinax campestris, la Jubaea chilensis, la Pritchardia hillebrandii, la Wallichia densiflora, la Rhopalostylis sapida, la Medemia argun e la Dypsis onilahensis. Ma le palme non sono gli unici alberi ad adornare lo storico giardino catanese che vanta esemplari di considerevole sviluppo e di estremo fascino tra cui spiccano il Taxodium mucronatum, la Phytolacca dioica, la Maclura pomifera, l'Eucalyptus citriodora, dalle odorose foglie che profumano di limone, e diversi imponenti esemplari di Dracaena draco, Chorisia insignis, Jacaranda mimosaefolia, Grevillea robusta, Ficus glabella. Numerose anche le gimnosperme che sfoggiano interessanti esemplari di Macrozamia moorei, Ceratozamia mexicana, Cupressus macrocarpa, Agathis australis, Podocarpus neriifolia.

Ma la vera peculiarità di questo giardino botanico pieno storia è l'Orto Siculo, un trionfo di piante tipiche della flora spontanea siciliana, tutte suddivise per ambienti naturali. Bellissime le specie arboree di grandi dimensioni, tra cui spiccano il Quercus ilex e l'ibrido naturale Q. fontanesii, la Ceratonia siliqua, il Pinus pinea, alle quali si aggiungono numerosi endemismi di estrema rilevanza naturalistica come la Zelkova sicula e il Celtis aetnensis.

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