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Capo Carbonara: l'abisso più selvaggio in Sardegna

A due passi da Villasimius un'Area Marina Protetta dalle atmosfere incontaminate regala fondali magici e una costa selvaggia che cela spiagge paradisiache

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©RM Capo Carbonara/www.ampcapocarbonara.it
 Area Marina Protetta Capo Carbonara - Porto Giunco
Mondi sommersi in cui si rincorrono creature affascinanti circondate da paesaggi sottomarini sorprendenti. E' proprio questo che attende i visitatori che decideranno di esplorare le meraviglie dell'Area Marina Protetta Capo Carbonara. E' dal 1999 che una riserva naturale tutela questa magnifica porzione di mare della costa meridionale della Sardegna e le terre che lambisce, ed oggi chi la raggiunge può godere dell'opportunità di scoprire una delle aree più incontaminate e alcuni dei fondali più interessanti e variegati della regione. Che si decida di immergersi o che si preferisca, invece, rimanere sulla terraferma, dunque, in questa zona della provincia cagliaritana, nei pressi di Villasimius, non resterà certamente deluso dalle sorprese che il Parco riserva ai propri visitatori.

L'Area Marina Protetta prende il nome dall'antico toponimo del comune di Villasimius che, fino al 1862, veniva chiamato proprio Carbonara a causa del massiccio sfruttamento del carbone da legna che si praticava in questa zona. A livello “marinaro” la località ha da sempre ricoperto un ruolo strategico nell'ambito dei controlli del traffico marittimo, tanto che la zona fu spesso preda di attacchi barbareschi e, ancora oggi, lungo la sua costa, si ergono le vestigia delle torri di avvistamento medievali, spesso sorte sulle rovine di antichi nuraghi, che si specchiano nelle acque limpidissime del Mar Tirreno che, da queste parti, assume sfumature davvero uniche.

Al di là, dunque, di un prezioso patrimonio storico custodito lungo questo incantevole litorale, è, infatti, proprio l'ambiente naturale a catturare più di tutto l'attenzione dei visitatori. Suddivisa tra due magnifiche baie separate dal promontorio granitico di Capo Carbonara e dalla splendida Isola dei Cavoli, l'Area Protetta mostra paesaggi molto differenti, caratterizzati da un'affascinante alternanza di rupi costiere, zone umide, coste sabbiose e ambienti rimboschiti. Incastonate tra le rocce, si aprono spiagge incontaminate dalle sabbie soffici e chiare e dalle acque cristalline nelle cui profondità si innalzano pinnacoli e bastioni di rocce granitiche, avvallamenti, spaccature e tafoni tra i quali spiccano i vivaci colori delle gorgonie che tingono l'atmosfera di rosso e delle margherite di mare, dalle inconfondibili tinte gialle.

Nuotando alla scoperta degli abissi di Capo Carbonara, si scoprono specie tra cui polpi, gamberi, saraghi, triglie, dentici, ricciole, capponi, murene, aragoste, cefali, orate, corvine e simpatici mammiferi marini come i Delfini Tursiopi. Nei pressi della secca di Cala Caterina, uno spettacolo di frane granitiche tra cui nuotano indisturbate cernie e orate di grandi dimensioni si staglia davanti agli occhi, mentre nei pressi dell'Isola dei Cavoli non è raro imbattersi in branchi di barracuda mediterranei che perlustrano le profondità in cerca di cibo. Proprio nei pressi della costa dell'isola, inoltre, a 11 metri di profondità, non occorre essere sommozzatori esperti per lasciarsi incantare dalla pace e dal calore che suscita l'incontro con la bellissima Madonna del Naufrago, una splendida scultura in trachite rosa di Ozieri scolpita da Pinuccio Sciola, alta più di tre metri e chiaramente visibile anche dalla superficie indossando semplicemente maschera e boccaglio.

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