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Acqua S. Pellegrino, non solo bollicine

La natura della Val Brembana dona all'acqua caratteristiche uniche

san pellegrino terme 
Courtesy of ©Kweedado2/Wikimedia Commons CC BY SA 2.5
San Pellegrino Terme
Le acque minerali non sono tutte uguali. Ognuna è il frutto della natura da cui si genera, una natura in grado di conferirle caratteristiche peculiari sia dal punto di vista della composizione che da quello gustativo. Come per il vino, dunque, anche per l'acqua è il terroir a fare la differenza. E quello dell'acqua San Pellegrino lascia una firma davvero unica che ha reso la minerale delle Alpi bergamasche una delle più famose al mondo, anche se con un piccolo aiuto da parte dell'uomo che le ha aggiunto un tocco di anidride carbonica che ne sigilla i sentori gustativi ed olfattivi donandole una nota frizzante ed il retrogusto lievemente amaro che rappresenta il suo “marchio di fabbrica”.

Ma sarebbe riduttivo sostenere che sia la sola aggiunta dell'anidride carbonica a conferire a questa acqua la personalità che la contraddistingue. A renderla speciale è, infatti, innanzitutto la natura incontaminata della Val Brembana dalla quale sgorgano le sorgenti ai piedi delle Alpi. La zona è quella di San Pellegrino Terme, dalla quale l'acqua prende il nome, ed il viaggio che compie nel sottosuolo è il principale artefice della sua equilibrata composizione che la rende un prodotto di elevata qualità. Il suo rinnovo è garantito dal ciclo dell'acqua che comincia con lo scioglimento delle nevi che, assieme alle piogge, si infiltrano nel terreno purificandosi attraverso il passaggio tra le rocce.

Il percorso nel sottosuolo dura circa 30 anni, durante i quali l'acqua, insinuandosi tra le rocce, si arricchisce dei sali minerali e degli oligoelementi che la caratterizzano e la rendono così equilibrata e gradevole al palato. L'aggiunta di anidride carbonica di origine naturale serve, dunque, soltanto a valorizzare quanto la natura ha già fatto da sé e a conferire all'acqua quel particolare “perlage” che da sempre la contraddistingue e che le è valso l'appellativo di “champagne delle acque minerali”.

Non è affatto un caso, dunque, che quest'acqua sia nota ed apprezzata sin dal XIII secolo anche grazie ai numerosi personaggi illustri che ne visitarono le sorgenti contribuendo a diffonderne la fama. E non è un caso che, da quando è iniziato il suo processo di imbottigliamento alla fine del XIX secolo, la sua popolarità abbia ampiamente oltrepassato i confini nazionali sino a renderla l'acqua minerale italiana più esportata nel mondo.

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