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Sicilia, l'olio dello Stretto

VIE DELL'OLIO - Dalla provincia di Messina arriva l'extravergine che ben si sposa con i piatti tipici della tradizione gastronomica isolana, primo su tutti la caponata

Messina
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LE VIE DELL’OLIO SU TURISMO.IT

Dalla dominazione araba al periodo borbonico la Sicilia era suddivisa in varie parti, e tra queste il  Val Demone. Il Vallo era un cuneo proteso sul mare, la cui punta, insinuata tra i mari Tirreno e Ionio, chiude nello Stretto di Messina. Il clima idoneo e le peculiari caratteristiche ambientali combinati insieme a tecniche tramandate nel tempo e a una grande artigianalità, hanno consentito la produzione di un olio pregiato utilizzato in molti piatti della tradizione locale, il Valdemone Dop.

LA TRADIZIONE. L’olivo, insieme alla vite, al mandorlo ed al carrubo, è considerata pianta endemica della Sicilia. Venne introdotto nell’isola dai Fenici, ma si deve ai Greci la sua espansione, successivamente rafforzata dai Romani, grazie anche alla commercializzazione dell’olio in tutto il Mediterraneo attraverso navi equipaggiate con anfore di terracotta che permettevano un trasporto idoneo. Lo sviluppo dell’olivicoltura nella Valdemone e la sua importanza economica e sociale sono testimoniati dall’esistenza nel 1507 di ben otto trappeti, ovvero gli antichi frantoi, nel solo comune feudale di Samperi. Con il Novecento iniziò l'esportazione di olio nei mercati internazionali, quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia e Olanda, grazie alla presenza del porto commerciale di Messina.

LA DENOMINAZIONE. L’olio Valdemone, che ha ottenuto dalla Comunità Europea il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta nel febbraio 2005, deve il suo nome alla zona di produzione, nella parte nord orientale della Sicilia.

LE CARATTERISTICHE. Presenta un colore verde, con tonalità da gialle a giallo-oliva, un odore più o meno intenso di olive appena raccolte, accompagnato da sentori di erbe, foglie e fiori di piante spontanee tipiche degli oliveti della provincia di Messina, ed un sapore di olive fresche appena raccolte, con leggera sensazione di amaro, sentori carciofati e dolcezza di pomodoro e cardo. L’olio extravergine di oliva Valdemone è ottenuto da diverse varietà di oliva, fra cui le prevalenti sono la Minuta, la Santagatese, l’Ogliarola Messinese in misura non inferiore al 70%, completate da Mandanici, Ottobratica, Verdello, Nocellara Messinese e Brandofino. La raccolta avviene tra ottobre e gennaio, manualmente o con l’aiuto di mezzi meccanici a condizione che non danneggino le olive. Le olive sono quindi defogliate e pulite, infine portate nei frantoi per la molitura, che deve avvenire entro due giorni dalla raccolta per preservarne la freschezza.

IL TERRITORIO. La zona di produzione destinata all'ottenimento dell'olio extravergine Valdemone Dop interessa tutti i comuni della provincia di Messina, ad eccezione di Floresta, Moio Alcantara e Malvagia. Il territorio provinciale messinese è tra i più ricchi della Sicilia, e ne fanno parte due delle località turistiche più importanti: Taormina e le Isole Eolie. Oltre all’olio anche vini, insaccati, dolci e prelibatezze di ogni genere sono tipiche di questi luoghi.

LA PRODUZIONE. La produzione massima di olive per ettaro non deve superare i 60 q.li negli impianti tradizionali ed i 100 q.li per ettaro negli impianti intensivi. Per la commercializzazione sono ammessi recipienti o bottiglie di capacità non superiore ai cinque litri: si ha la possibilità di acquistarlo on line o nelle strutture specializzate nella produzione come consorzi, frantoi o agriturismi.

LA CULTURA. La Porta della Sicilia, come viene chiamata Messina, oggi appare moderna, signorile e accogliente, con strade larghe e rettilinee secondo un piano regolatore ispirato a rigorose norme antisismiche. Oltre al famoso Duomo con l'orologio astronomico più grande del mondo sono molte le chiese minori tutte da ammirare, ognuna con una sua particolarità stilistica.  E poi ancora i palazzi storici, come Palazzo Zanca sede del municipio, il palazzo della cultura, il teatro Vittorio Emanuele II, il Palazzo Monte di Pietà, la Loggia dei Negozianti, il Palazzo Trevi conosciuto anche come Palazzo del Gallo e la Galleria Vittorio Emanuele III, una delle poche testimonianze di gallerie realizzate con l'uso del ferro in tutto il Bel Paese.

LA CUCINA. A crudo si esprime al meglio, anche se si può usare come base di soffritti. Da provare su una pasta scondita per valutarne pienamente il sapore, su insalate, zuppe di verdure e di pesce, crostacei sia cotti che crudi, pesce bollito o al forno. Le caratteristiche del Valdemone Dop vengono esaltate con i piatti della tradizione culinaria siciliana come la tipica caponata.

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