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Sicilia, l'olio che viene dal fiume

VIE DELL'OLIO - Nella parte occidentale dove si estende il corso del Belice si ricava un extravergine Dop ideale per i condimenti a crudo

Sicilia olivi
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LE VIE DELL'OLIO SU TURISMO.IT

In Sicilia la coltivazione dell’olivo si estende per quasi tutta l’isola, ma solo alcune aree si distinguono per la rilevanza della coltura e per le peculiari caratteristiche dell’olio: tra i prodotti tutelati e valorizzati da una Denominazione d’Origine Protetta figura la Dop Valle del Belice.

LA TRADIZIONE. I primi insediamenti umani in questa parte occidentale della Sicilia tra le province di Palermo, Trapani ed Agrigento  risalgono all’epoca della nascita di Selinunte, antica colonia della Magna Grecia, fondata dai Megaresi nel VII secolo a. C. Furono infatti i Selinuntini a coltivare l’olivo colonizzando le vallate e le terre fertili dell’entroterra attorno ai fiumi Belice e Modione, per poi farne conoscere la produzione anche altrove. Sono pervenute fino a noi antiche macine in pietra rinvenute a Selinunte risalenti al V secolo a. C., a testimonianza della diffusione di olivo e della produzione di olio già da quei tempi.

LA DENOMINAZIONE. Per Valle del Belice si intende quell’olio prodotto nel comprensorio dove si estende il corso del fiume Belice, nella parte occidentale della Sicilia. Ha ottenuto il riconoscimento nazionale Dop il 29 settembre 1998.

LE CARATTERISTICHE. All’olfatto viene subito rivelato un odore intenso fruttato con spiccate note di erba fresca, carciofo e pomodoro. Al palato esprime note fruttate di oliva e una composizione aromatica robusta, con il sapore deciso e piccante che si armonizza con il gradevole amaro. L’olio extravergine di oliva Valle del Belice si ottiene da olive della varietà Nocellara del Belice presente per almeno il 70% e altre cultivar, fra cui la Giarraffa, la Biancolilla, la Cerasuola, la Buscionetto, la Santagatese e l’Ogliarola Messinese che, singolarmente o congiuntamente, non possono superare il 30%. La raccolta viene effettuata a mano tra fine settembre e metà ottobre, a mano o con strumenti agevolatori. Le olive raccolte sono conservate in modo tale da garantire la qualità del prodotto all'atto della trasformazione, in ambienti freschi ed areati fino alla fase di molitura che deve avvenire entro due giorni dalla raccolta. E' comunque vietato il trasporto e la conservazione delle olive in sacchi di qualsiasi materiale.

IL TERRITORIO. Gli uliveti della Valle del Belice si trovano generalmente nelle zone collinari, tra i 100 e i 200 metri, nel territorio di alcuni comuni in provincia di Trapani: Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Poggioreale, Salaparuta e Santa Ninfa. A caratterizzare il particolare paesaggio belicino ci sono diverse aree forestali come le Riserve Naturali di Grotta di Entella e Grotta di Santa Ninfa, che permettono di visitare e conoscere le peculiarità geologiche, vegetazionali e faunistiche attraverso un’ interessante escursione in cui si raggiungono altri luoghi interessanti come la Riserva Naturale della Foce del Fiume Belice e le sue dune limitrofe e la Riserva Naturale di Monte Genuardo.

LA PRODUZIONE. La produzione massima di olive è di 100 quintali per ettaro. Se l'oliveto è in promiscuo, ovvero con vite-olivo e altre associazioni, la produzione massima non può superare i 60 kg per pianta. Negli oliveti intensivi specializzati sono consentite produzioni superiori a 100 quintali per ettaro in accordo con gli attuali dati sperimentali. La resa massima ammissibile in olio è fissata fino al 23%. Viene commercializzato in aziende, tenute, fattorie e consorzi che, sull’etichetta, sono tenuti ad indicare localizzazione territoriale e il nome di riferimento al confezionamento.

LA CULTURA. Ci sono diversi itinerari da intraprendere nella Valle del Belice. Uno di questi è l’itinerario archeologico, che non può che partire dal Parco Archeologico di Selinunte e delle Cave di Cusa, tra i più importanti del Mediterraneo per la posizione, il perfetto inserimento nel paesaggio, l’imponenza dei suoi templi e la sua ampiezza, poiché risulta essere uno dei parchi più grandi ed importanti al mondo. E’ un percorso significativo per tutte le epoche antiche, dalla preistoria a quella greca, dalla cultura Elima a quella medievale.

LA CUCINA. La Dop Valle del Belice è un valido condimento soprattutto se usato a crudo, ideale per insalate come l’ottima insalata di radicchio. Viene usato preparazioni a base di verdure, pesce, zuppe come minestre di verdure, carni alla griglia.

VALLE DEL BELICE E DINTORNI: LE FOTO

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