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Puglia: dal Salento l'olio dei monaci

Tra i  tanti gioielli artistici ed enogastronomici della Terra d'Otranto, anche l'extravergine dei seguaci di San Basilio

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Olive Terra d'Otranto
Lecce, Taranto, e Brindisi con le loro province fin dall'XI secolo hanno formato parte integrante di quella zona chiamata Terra d’Otranto, facente parte del Regno delle Due Sicilie, oggi territorio deputato alla produzione dell’olio extravergine d’oliva dop.  

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LA TRADIZIONE. La coltivazione dell'olivo fu introdotta da Fenici e Greci, ma furono gli stessi monaci Basilani che ne fecero un'attività florida. I seguaci di San Basilio, infatti, introdussero durante il periodo medievale anche alcune innovazioni alla coltivazione, innestando la varietà di oliva Saracena su quelle già esistenti. Amministrativamente il territorio della Terra d’Otranto è stato costituito sotto il regno dei Borboni, e solo dopo l’unità d’Italia diventerà quello che attualmente è la provincia di Lecce, con Otranto che perde il suo primato sull’area a favore della attuale capitale del Salento.

LA DENOMINAZIONE. Prende il nome dal termine usato anticamente dai monaci Basilani per indicare il territorio che si estende ad arco tra le Murge e la costa ionica ed adriatica. L’olio Terra d’Otranto ha ottenuto dalla Comunità Europea il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta nel marzo 1998.

LE CARATTERISTICHE. Il Dop Terra d’Otranto è ottenuto dalle varietà di olivo Cellina di Nardò e Ogliarola per almeno il 60%, il rimanente 40% è costituito da altre varietà minori presenti negli oliveti. Si presenta con un colore verde intenso dai delicati toni giallo dorati e con riflesso verde, una fluidità media, un odore mediamente fruttato con una leggera sensazione di foglia, una sapore fruttato con leggera sensazione di amaro ed una leggera sensazione di piccante. La raccolta delle olive deve essere effettuata entro il 31 gennaio di ogni anno.

IL TERRITORIO. Si produce nell'intero territorio amministrativo dei comuni della provincia di Lecce e Taranto, nonchè, nei seguenti comuni della provincia di Brindisi: Brindisi, Cellino S. Marco, Erchie, Francavilla Fontana, Latiano, Mesagne, Oria, San Donaci, S. Pancrazio Salentino, S. Pietro Vernotico, Torchiarolo e Torre S. Susanna. La zona geografica si estende ad arco insinuandosi fra i mari Jonio ed Adriatico, dalle Murge di sud-est, per il tavoliere di Lecce, per finire nelle Serre, alla confluenza dei due mari. Quando si sente parlare di Terra d’Otranto, attualmente si deve far riferimento a quello che è attualmente il Salento: da qui arrivano tanti altri prodotti tipici come vino, prodotti sott'olio e delizie tipiche salentine, senza scordare l’ottima frutta e verdura.

LA PRODUZIONE. La produzione massima per ettaro non può superare i 120 quintali di olive per gli impianti intensivi e la resa non può essere superiore al 20%. L’olio deve essere immesso al consumo in recipienti di vetro o banda stagnata, della capacità non superiore ai 5 litri.

LA CULTURA. Scrigno di arte e storia a cui fanno da cornice bellezze naturali e tradizioni, il Salento ospita diverse città di rara bellezza, nel quale si trovano centri storici con case a corte e balconate particolari che danno un tocco antico e che contrasta con la fantasia del mondo moderno. Masserie fortificate, imponenti torri costiere, palazzi nobiliari, chiese barocche abbelliscono ogni angolo di questa splendida terra.

LA CUCINA. La presenza di note aromatiche nell’olio Terra d’Otranto ne fa prediligere l’utilizzo su pietanze di una certa consistenza, tra cui grigliate di pesce, insalate, verdure bollite, legumi, pasta di grano duro.

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