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Lazio: gli Etruschi maestri di agricoltura

VIE DELL'OLIO - L'extravergine Tuscia Dop ha conquistato il podio nella kermesse Orii del Lazio. Il suo fruttato esalta i piatti di carne e la sua tradizione rimanda ai tempi dell'antica Etruria

Vitorchiano panorama
© Wikipedia
LE VIE DELL'OLIO SU TURISMO.IT

Si distinguono per la loro vivacità, freschezza, per il loro aroma intenso e fruttato: sono gli oli della Tuscia. Gli olivi che crescono sui suoli dei distretti vulcanici della provincia di Viterbo godono della presenza di particolari minerali scaturiti dalle tumultuose profondità della Terra che, assieme alle sapienti cure degli agricoltori locali, li rendono unici. Ecco allora l’olio Tuscia Dop, che ha conquistato il podio nella manifestazione Orii del Lazio.

LA TRADIZIONE. In questa zona del Lazio la coltivazione dell'ulivo, grazie al clima favorevole delle colline e alla tipicità della lavorazione, ha una tradizione secolare. Probabilmente furono i Greci ad importarne l’uso, e di certo gli Etruschi hanno contribuito a diffondere la conoscenza delle complesse tecniche di estrazione e produzione, almeno attenendosi a quanto esprimono alcune immagini dipinte in vasi ed affreschi dell’epoca che rappresentano scene di raccolto. Furono proprio gli Etruschi, esperti agricoltori, ad insegnare ai Romani tali tecniche, divenendo celebri nell’antichità.

LA DENOMINAZIONE. L’olio extravergine d’oliva Tuscia Dop ha ottenuto la tutela comunitaria alla fine del 2005. La denominazione si riferisce al prodotto estratto e confezionato in 52 comuni della provincia di Viterbo, nelle sottozone dei Colli Cimini, Collina Viterbese e Lago di Bolsena che comprendono il territorio della Tuscia.

LE CARATTERISTICHE. Si presenta con un colore verde smeraldo dai riflessi dorati; l’odore fruttato  ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione; il sapore di fruttato medio possiede un equilibrato retrogusto di amaro e piccante di intensità variabile. E’ ottenuto dalle olive delle varietà Frantoio, Caninese e Leccino, presenti per almeno il 90 %, da sole o congiuntamente, nei singoli oliveti, dove può essere ammessa la percentuale di altre varietà di olive per un massimo del 10 %. La raccolta delle olive, effettuate direttamente dall'albero, non si protrae oltre il 20 dicembre per le cultivars precoci (Leccino, Frantoio, Maurino, Pendolino) e non oltre il 15 gennaio per le cultivars tardive (Caninese, Moraiolo). Entro un giorno dalla raccolta le olive sono trasportate al frantoio e lavorate non oltre un giorno dal conferimento.

IL TERRITORIO. La zona dove viene prodotto il Tuscia Dop comprende la provincia di Viterbo, nello specifico i comuni di Acquapendente, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S. Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana, Civitella d'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro in parte, Montefiascone, Monteromano, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, S. Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania  in parte, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano. Dal punto di vista naturalistico è una parte del Lazio ricca di laghi (Bolsena, Vico, Monterosi, Mezzano), Riserve Naturali come quella di Monte Rufeno, di Selva del Lamone o delle Saline di Tarquinia e non mancano le oasi del WWF.

LA PRODUZIONE. La produzione massima di olive per ettaro non supera i 9 000 kg negli oliveti specializzati mentre negli oliveti consociati e/o promiscui la produzione massima di olive per pianta non supera i 90 kg.

LA CULTURA. In epoca antica questa zona dominata dagli Etruschi era chiamata Etruria e infatti sono  numerose le testimonianze lasciate da questo rinomato popolo. Molte acropoli ed un’infinità di necropoli, sia per l’architettura che per la particolarità degli oggetti preziosi rinvenuti, sono diventate molto importanti e ad oggi molti di questi oggetti sono dispersi nei musei di tutto il monto.  

LA CUCINA. Grazie alla sua gamma di varietà il Tuscia Dop rende possibile gli abbinamenti con tutti i piatti della cucina italiana. Piacevole è assaporarlo sulla bruschetta, sulle minestre di verdura e di legumi, sulle verdure cotte. Il suo fruttato esalta i piatti di carne, sia bianca che rossa.

TUSCIA E DINTORNI: LE FOTO


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