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Berenice Abbott, mostra, Lecco

Mostre, Berenice Abbott sbarca a Lecco

A Palazzo delle Paure le immagini in bianco e nero della “fotografa di New York”

Berenice Abbott
©Berenice Abbott/Getty Images
Van De Graaff Generator, Cambridge, MA, c.1958
Apre oggi al Palazzo delle Paure una mostra dedicata a Berenice Abbott, una delle più interessanti figure d’artista del Novecento, considerata “la fotografa di New York”. La rassegna, curata da Anne Morin e Piero Pozzi, presenta 80 fotografie in bianco e nero, capaci di ripercorrere l’intera sua carriera, e declinate in tre sezioni che definiscono la sua cifra espressiva più caratteristica: Ritratti, New York e Scienza.
 
PERCHE' ANDARE
 
Il percorso espositivo prende avvio dai ritratti realizzati a partire dal 1925 all’interno dello studio parigino di Man Ray, di cui fu assistente. Con queste fotografie, Berenice Abbott ottenne subito un grande successo, sia di critica che commerciale, al punto che entro un anno riuscì ad aprire un proprio atelier e a esporre le sue opere in galleria. Tra gli scatti più riusciti vi sono quelli alla scrittrice Solita Solano, al fotografo Eugène Atget, all’attrice Dorothy Whitney, a Jean Cocteau o ancora, quello a James Joyce. Tornata negli Stati Uniti nel 1929, Berenice Abbott abbandonò il tema del ritratto a causa delle pressioni economiche che seguirono la Grande Depressione, per dedicarsi alle fotografie di New York, di cui documentò i cambiamenti e la crescita come metropoli e che possono essere definite come i suoi lavori più riusciti. I primissimi scatti furono semplicemente degli appunti, colti con una piccola fotocamera, per poi essere tradotti, nel 1932, in grande formato grazie alla sua macchina Century Universal.
 
DA NON PERDERE
 
Una sezione della mostra è dedicata alla scienza. Ricordiamo infatti che nel 1939, la Abbott iniziò il suo progetto più ambizioso. Credendo che i fenomeni scientifici fossero validi soggetti artistici, s’impegnò a dimostrare che la fotografia era il mezzo più adatto e qualificato per unire arte e scienza. Lavorò per oltre vent’anni in solitudine a questo progetto, fino a quando, nel 1958, il suo lavoro venne riconosciuto dal Physical Science Study Committee e venne assunta dal MIT - Massachussets Institute of Technology. Tra le immagini di questo periodo è presente in mostra quella del generatore elettrostatico di Van de Graaff.
 
BERENICE ABBOTT. TOPOGRAPHIES
Dal 20 Aprile all'8 Settembre 2019
Luogo: Lecco, Palazzo delle Paure
Info: 0341.481262
 
 
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