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Vivian Maier, mostra, Trieste

A Trieste Vivian Maier a colori

Al Magazzino delle Idee 70 autoritratti, di cui 11 a colori mai esposti in Italia

Vivian Maier
©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Vivian Maier - Untitled, Chicago, IL, 1974
Apre oggi al Magazzino delle Idee a Trieste la mostra Vivian Maier, The Self-Portrait che ripercorre l'incredibile produzione di una fotografa che per tutta la vita non si è mai considerata tale, e che, anzi, nel mondo è sempre passata inosservata. Ricordiamo, infatti che Vivian Maier (1926 – 2009) ha lavorato come bambinaia per 40 anni, a partire dai primi anni Cinquanta e per quattro decenni, a New York e a Chicago poi. Nel suo tempo libero, fotografava la strada, le persone, gli oggetti, i paesaggi; ritraeva tutto ciò che le destava sorpresa, che trovava inaspettato nel suo vivere quotidiano; catturando l'attimo raccontava la bellezza dell’ordinario, scovando le fratture impercettibili e le inflessioni sfuggenti della realtà nella quotidianità che la circondava.
 
PERCHE' ANDARE
 
Il percorso espositivo curato da Anne Morin vuole rendere omaggio a questa straordinaria artista, capace non solo di appropriarsi del linguaggio visivo della sua epoca, ma di farlo con uno sguardo sottile e un punto di vista acuto con 70 autoritratti, di cui 59 in bianco e nero e 11 a colori. L'interesse di Vivian Maier per l'autoritratto era più che altro una disperata ricerca della sua identità. Ridotta all'invisibilità, ad una sorta di inesistenza a causa dello status sociale, si mise a produrre prove inconfutabili della sua presenza in un mondo che sembrava non avere un posto per lei. ogni autoritratto della Maier è, infatti, un'affermazione della sua presenza in quel particolare luogo, in quel particolare momento. I suoi  temi ricorrenti sono le scene di strada, ritratti di sconosciuti, il mondo dei bambini.
 
DA NON PERDERE
 
Inedito nel percorso espositivo è il nucleo di immagini a colori. Per Vivian Maier, il passaggio al colore è stato accompagnato da un cambiamento dovuto all’utilizzo di una Leica all'inizio degli anni settanta. La fotocamera è leggera, facile da portare: le foto sono riprese direttamente a livello dell'occhio, a differenza della Rolleiflex che usava prima. La fotografa è così in grado di raccogliere il contatto visivo con gli altri e fotografare il mondo nella sua realtà colorata. Il suo lavoro a colori rimane singolare, libero e anche giocoso. Esplora le caratteristiche specifiche del linguaggio cromatico con una certa casualità, elabora il proprio vocabolario, ma soprattutto si diverte con il reale: sottolineando stridenti dettagli di colore, mostrando le discrepanze multicolore della moda o giocando con brillanti contrappunti.
 
Vivian Maier, The Self-portrait and its Double
Dal 20 luglio al 22 settembre 2019 
Luogo: Trieste, Magazzino delle Idee
Info: 040 3774783
Sito: www.magazzinodelleidee.it
 
 
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