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Warhol, mostre, Pollock, Roma

A Roma prorogate le mostre di Warhol e Pollock

Le due grandi mostre allestite al Vittoriano chiuderanno il prossimo 5 maggio

Number 17
© Pollock-Krasner Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York by SIAE 2018
Jackson Pollock - Number 17, 1950/ "Fireworks"
Grazie al grande successo di pubblico, la chiusura delle due mostre “Andy Warhol” e “Pollock e la Scuola di New York”, è stata prorogata al 5 maggio 2019. Ricordiamo che la prima, interamente dedicata ad Andy Warhol, riassume in 170 opere, l’incredibile vita di un personaggio che ha cambiato per sempre i connotati non solo del mondo dell’arte ma anche della musica, del cinema e della moda. La seconda, invece, è dedicata ai cosidetti ”Irascibili”, ovvero a quel gruppo di artisti che vissero e lavorarono con Pollock nella New York del secondo dopoguerra. Attraverso circa 50 capolavori la mostra immerge il visitatore nell’espressionismo astratto.
 
PERCHE' ANDARE
 
Il percorso espositivo di “Andy Warhol” inizia con le principali icone che hanno condizionato il divenire dell’artista: la celebre Campbell’s Soup del 1969 e Ladies and Gentlemen (1975); Marilyn (1967) Mao (1972) e gli stessi Self portrait. Si prosegue evidenziando e affrontando il tema dei legami con la moda, anche in ambito italiano grazie ai ritratti di Giorgio Armani (1981) e Regina Schrecker (1983).  Ampio e “sonoro” spazio è dedicato ai rapporti con il mondo musicale partendo dai ritratti di Mick Jagger (1977), Rats and Star (1983), Miguel Bosè (1983), Billy Squier (1982) sino alle copertine dei dischi, alcune con intuizioni figurative di intramontabile successo come la celebre “banana sbucciabile” di The Velvet Underground & Nico del 1967 e i mitici “jeans incernierati” di Sticky Fingers dei Rolling Stones del 1971 che si affiancano a numerose altre indimenticate, sempre progettate dall’artista, come Love You Live by Rolling Stones del 1977, Milano Madrid di Miguel Bosè del 1983, Menlove Ave di John Lennon del 1986.
 
DA NON PERDERE
 
“Pollock e La Scuola Di New York” mette invece in scena uno dei nuclei più preziosi della collezione del Whitney Museum di New York, museo che fu fondato nel 1930 con l'intento di ospitare le opere degli artisti americani dell'epoca. Il percorso espositivo prende avvio con le opere di Pollock tra cui ritroviamo il celebre “Number 27”, la grande tela  lunga oltre 3m resa iconica dal magistrale equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori più chiari. Si prosegue poi con i lavori della Scuola di New York in cui la ricerca astratta diventa il principale tema. In mostra opere di Arshile Gorky, William Baziotes,  Robert Motherwell, Mark Tobey, Bradley Walker Tomlin, precursori fin dai primi anni Quaranta, del nascente Espressionismo astratto. In mostra anche opere di James Brooks e David Smith prima di passare  terza sezione dedicata a Franz Kline. La mostra prosegue con le opere dei Color field painters, ovvero Hans Hofmann, Ad Reinhardt Lee Krasner ed Helen Frankenthaler solo per citarne alcuni.
 
ANDY WARHOL e POLLOCK E LA SCUOLA DI NEW YORK
Fino al 5 maggio 2019
Luogo: Roma, Complesso del Vittoriano
Info: 06 8715111
Sito: www.ilvittoriano.com
 
 
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