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Dall'argilla all'algoritmo, mostra, Milano

A Milano “Dall’argilla all’algoritmo”

Alle Gallerie d'Italia una mostra esamina la relazione tra tecnologia e arte

Cécile B. Evans
Ufficio Stampa Maria Bonmassar
Cécile B. Evans - What the Heart Wants, 2016
Fino all’8 settembre 2019 alle Gallerie d’Italia di Milano è possibile visitare la mostra “Dall’argilla all’algoritmo. Arte e tecnologia” realizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria con il coordinamento di Gianfranco Brunelli la mostra presenta 71 importanti opere, di cui 43 provenienti dalle raccolte d’arte di Intesa Sanpaolo, 22 da quelle del Castello di Rivoli, 3 opere dalle collezioni della Fondazione Carisbo e 3 dalle collezioni della Fondazione Cariparo. Il percorso espositivo indaga i modi in cui artisti di epoche diverse si sono relazionati con la tecnologia, con il suo fascino, con le sue utopie oppure con i suoi demoni, anticipando o riflettendo radicali cambiamenti sociali e culturali. 
 
PERCHE' ANDARE
 
La mostra prende ideale avvio dalla ceramica greca, dove è evidente la collaborazione tra il sapere del vasaio e quello del pittore. Si prosegue con le rappresentazioni  legate alle tecnologie via via sviluppate nella produzione di oggetti d’uso comune, quali utensili, stoviglie, specchi. È il caso di “Cena di Emmaus” di Leandro Bassano dove una grande parte della rappresentazione è dedicata a una descrizione minuziosa della cucina. Si prosegue con gli inizi del Novecento, caratterizzati da un diffuso entusiasmo per la macchina, come ad esempio in Giacomo Balla e Umberto Boccioni. Si continua con l’ottimismo postbellico per la conquista di nuove dimensioni in ambito fisico e immaginario, come testimonia l’Ambiente Spaziale, 1967 di Lucio Fontana. In mostra anche lo spazialismo e l'arte cinetica in cui l’elettricità e il movimento generano l’opera d’arte. E' il caso delle opere degli esponenti del Gruppo T e di quelle di Gianni Colombo, Enzo Mari e Bruno Munari. Presente in mostra anche l'arte povera che invece propone l’annullamento della distinzione tra energia naturale e artificiale come nell’opera “Senza titolo”  di Mario Merz in Senza titolo (Omaggio a Fontana) di Pierpaolo Calzolari.
 
DA NON PERDERE
 
La mostra prende in esame anche le conseguenze che la rivoluzione digitale ha portato nell'arte grazie alle opere di Dan Graham e Janet Cardiff. Intenzionalmente creata con la sperimentazione di tecniche digitali al tempo stesso povere ed estremamente avanzate, la video installazione “Hisser” (2015) di Ed Atkins pone gli spettatori di fronte a un malinconico soggetto, inquietante esempio della solitudine esistenziale che l’interconnessione digitale può causare. In “What the Heart Wants” (2016) l’artista Cécile B. Evans si chiede cosa potrebbe significare essere umani in un mondo futuro, completamente digitalizzato e nel quale reale e virtuale coincidono.
 
DALL’ARGILLA ALL’ALGORITMO. Arte e tecnologia. 
Fino all'8 settembre 2019
Luogo: Milano, Gallerie d’Italia 
Info: 800 167619 | info@gallerieditalia.com
Sito: www.gallerieditalia.com
 
 
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