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Vivian Maier, mostra, Catania

A Catania la retrospettiva della fotografa ritrovata

Alla Fondazione Puglisi Costantino sbarca la retrospettiva dedicata a Vivian Maier

Vivian Maier
© Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York
Vivian Maier - Florida, 9 gennaio 1957 
Fino al prossimo 18 febbraio gli spazi espositivi della Fondazione Puglisi Cosentino ospitano una delle più complete rassegne dedicate alla Street Photographer Vivian Maier. Vivian Maier. Una fotografa ritrovata presenta, infatti, al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso. Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago sino dai primi anni Cinquanta del secolo scorso, la Maier per oltre cinque decadi ha fotografato la vita nelle strade delle città in cui ha vissuto senza mai far conoscere il proprio lavoro. Mai una mostra, neppure marginale, mai una pubblicazione. Ciò che l'artista ha dunque lasciato è un archivio sterminato che è stato confinato in un magazzino. 
 
PERCHÉ ANDARE
 
Il percorso espositivo presenta una selezione di 120 immagini scattate tra i primi anni Cinquanta e la fine dei Sessanta.  La mostra curata da Anne Morin e Alessandra Mauro fornisce una visione d’insieme dell’attività di Vivian Maier ponendo l’accento su elementi chiave della sua poetica, come l’ossessione per la documentazione e l’accumulo, fondamentali per la costruzione di un corretto profilo artistico, oltre che biografico. Insieme alla selezione di fotografie la mostra mette in scena anche una serie di filmati in super 8 e una selezione di immagini a colori realizzate a partire dalla metà degli anni Sessanta. Privi di tessuto narrativo e senza movimenti di camera, i filmati fanno chiarezza sul suo modo di approcciare il soggetto, fornendo indizi utili per l’interpretazione del lavoro fotografico.
 
DA NON PERDERE
 
Fra gli scatti del percorso espositivo meritano particolare attenzione quelli degli anni Settanta poiché raccontano il cambiamento di visione, dettato dal passaggio dalla Rolleiflex alla Leica, che obbligò Vivian Maier a trasferire la macchina dall’altezza del ventre a quella dell’occhio, offrendole nuove possibilità di visione e di racconto. Osservando il corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.
 
Vivian Maier. Una fotografa ritrovata
Fino al 18 febbraio 2018
Luogo: Fondazione Puglisi Cosentino, Catania
Info: www.fondazionepuglisicosentino.it
 
 
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