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Torcello Venezia scheletro

Torcello, uno scheletro riscrive la storia di Venezia

Le scoperte archeologiche dell'isola cambiano la narrazione classica sull'origine di Venezia

isola di Torcello
istockphotos
Il Ponte del Diavolo sull'isola di Torcello
PERCHE’ SE NE PARLA
Uno scavo dell’Università Cà Foscari di Venezia ha rinvenuto qualche mese fa uno scheletro dell’VIII secolo sull’isola di Torcello. In seguito ad analisi e ulteriori scavi, emerge che l’importanza di questo ritrovamento è maggiore di quanto fino ad oggi creduto. Perché riscrive, parzialmente, la storia di Venezia, e in particolare la sua origine. Si narra infatti che l’isola sia stata il primissimo insediamento di quella che poi diventerà la città lagunare, perchè gli abitanti della terraferma (gli Altinati) si erano spostati qui per sfuggire alle incursioni dei barbari. Ma questo scheletro racconta altro, e assieme a lui i resti che l’archeologia sta portando alla luce. Lungi dall’essere stati costretti ad una fuga improvvisa, gli Altinati si stabilirono a Torcello gradualmente, creando porti, attracchi, facendo scambi commerciali e ‘importando’ con loro schiavi come forza lavoro. Lo scheletro ritrovato sembrerebbe infatti essere stato uno di loro, e assieme alle rovine scavate confermerebbe che si trattò di un lento spostamento voluto.
 
PERCHE’ ANDARE
Torcello è un’isola della Laguna di Venezia che si sta guadagnando sempre più l’interesse dei visitatori. Gli scavi archeologici danno inestimabili frutti, e non mancano monumenti e luoghi d’interesse del medioevo lagunare, influenzato dall’arte bizantina. Da anni si parla di realizzare un parco archeologico nell’isola per valorizzare il grande interesse storico, ma gli studiosi sono più propensi a monumentalizzare e proteggere l’area, data la delicatissima composizione della sua terra, così fortemente legata all’acqua e così fragile dal punto di vista ambientale. Se poi si considera la situazione di Venezia, letteralmente soffocata dal turismo, o di isole come Burano e Murano, l’idea di preservarla non è così incomprensibile. L’isola, che si trova nella parte nord della laguna, è abitata da pochissimi abitanti, meno di 20, che risiedono nelle belle case coloniche presenti.
 
DA NON PERDERE
Il ‘corso principale’ del centro abitato sembra essersi fermato nel tempo, e seguirlo permette di imbattersi nel leggendario Ponte del Diavolo, privo di protezioni sui lati, perché il Diavolo lo avrebbe costruito di tutta fretta, per vincere una scommessa. Altra particolarità è la presenza del Trono di Attila, erroneamente attribuito al condottiero. In piazza si erge un palazzo in stile gotico veneziano e un edificio che custodisce un piccolo museo dove sono esposti i reperti archeologici trovati sull’isola. Da non perdere è la salita sul campanile della Basilica di Santa Maria Assunta per godere del panorama sulla laguna e su Venezia. 
 
PERCHE’ NON ANDARE
Probabilmente Torcello offre scorci meno pittoreschi della vicina Burano, e certamente non possiede la magnificenza di Venezia. Se vi recate in visita nella città lagunare per la prima volta probabilmente la gita fino a qui può aspettare.
 
COSA NON COMPRARE
Rispetto alla sovrabbondanza di souvenir di Burano e Venezia, a Torcello può risultare difficile trovarne.
 
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