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Svizzera Augusta Raurica

Svizzera, il frigorifero romano tornerà a funzionare?

Gli archeologi stanno facendo un curioso esperimento ad Augusta Raurica

Anfiteatro di Augusta Raurica
itockphotos
Augusta Raurica
PERCHE’ SE NE PARLA
Al tempo dei romani non c’erano gli elettrodomestici, ma un popolo tanto ingegnoso da costruire acquedotti in tutto il Mediterraneo, terme ovunque, impianti idrici che ancora oggi sono funzionanti, poteva non aver trovato il modo di refrigerare gli alimenti? Probabilmente un frigorifero ce l’avevano, e lo facevano funzionare a piacimento: è quello che stanno cercando di provare gli archeologi nel sito romano di Augusta Raurica, in Svizzera. Secondo il team infatti, un pozzo presente nel sito poco lontano da Basilea sarebbe stato impiegato all’epoca dei romani come cella frigorifera. Non sarà la prova definitiva, ma una spiegazione plausibile dell’uso di quella cavità profonda senza sbocchi. Secondo gli esperti, i romani riempivano di neve e ghiaccio il pozzetto e quindi vi mettevano gli alimenti che si conservavano anche nei mesi caldi. Ma fino ad oggi gli esperimenti fatti sono falliti, perché la neve si scioglieva, anche nei mesi invernali. Ora gli studiosi tenteranno di depositarla con una tecnica nota ai popoli del sud Europa: depositare piccoli strati di neve, aspettare che congelino e poi crearne ulteriori, intervallandoli con strati di paglia. L’esperimento è in corso, vedremo ad agosto se la teoria del frigorifero antico reggerà.

PERCHE’ ANDARE
Frigoriferi o meno, il sito di Augusta Raurica è la più antica colonia romana sul Reno di cui siamo a conoscenza, fondata ai tempi di Giulio Cesare su un territorio che all’epoca apparteneva a tribù dei Galli. Coincide oggi con la città di August, non lontano da Basilea, e fu una provincia romana prosperosa, che si presume avesse raggiunto i 20.000 abitanti nel momento di massima espansione. In un periodo di declino, sarebbe stata conquistata dagli Alemanni e quindi distrutta, ma è possibile che un terremoto l’avesse già definitivamente danneggiata.

DA NON PERDERE
Purtroppo nel medioevo molte delle pietre e dei marmi impiegati per la costruzione della città furono utilizzati per nuove costruzioni. Tuttavia nel sito rimangono visibili edifici, taverne, terme, un foro e un grande teatro, il più ampio dell’arco alpino occidentale. Ad agosto qui si tiene un interessante festival dedicato alla cultura degli antichi romani. Cosa interessante, utilizzando una app si può visitare il sito ‘ricostruito’ virtualmente per apparire come all’epoca dei romani.

PERCHE’ NON ANDARE
Se vivete in Italia non ci sono molti motivi per preferire Augusta Raurica a mille altri siti archeologici romani del Bel Paese. Però se vi trovate in Svizzera o poco distante può costituire una piacevole visita.

COSA NON COMPRARE
Il piccolo museo incorporato al sito ha un piccolo negozio di souvenir. Ma un modo più utile e divertente di fare acquisti in loco è iscriversi ad uno dei corsi che si tengono, a tema ‘romano’, dall’artigianato a come si faceva il pane: un ricordo più interessante di una calamita.

Saperne di più su IL LUOGO DEL GIORNO
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