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Calabria Cosenza Parco Sila Scoperta Archeologia

Sila, torna a "vivere" un mammut europeo 

Emerse dal lago Cecita, nella Sila cosentina, tracce di un Elephas antiquus. Ecco cosa vedere tra Parco e riserve

Parco Nazionale della Sila
Courtesy of © Parco Nazionale della Sila
Parco Nazionale della Sila
PERCHE' SE NE PARLA 
Emerse dal lago Cecita, nella Sila cosentina, tracce di un Elephas antiquus, "cugino" europeo dei famosi mammut asiatici. Una scoperta che potrebbe in parte riscrivere la storia della Calabria settentrionale.  La conferma arriva dalle forme e dalle misure di questi reperti: le zanne leggermente arcuate, lunghe circa 3 metri e i frammenti diafisari che ricostruiscono un'altezza di 4 metri al garrese. Queste caratteristiche confermano che si tratta della specie che ha abitato l'Europa 700mila anni fa. Secondo le prime valutazioni, il gigantesco animale sarebbe morto per cause naturali. A poca distanza dai resti dell'Elephas, inoltre, sembrano state rinvenute altre importanti testimonianze d'interesse archeologico. Ma occorrerà tempo e denaro per poterle recuperare e analizzare. 

PERCHE’ ANDARCI 
Il Parco Nazionale della Sila è una delle principali mete turistiche calabresi. Secondo una ricerca del 2014 il parco appare in posizione dominante in termini di preferenze anche rispetto alle altre aree naturalistiche regionali. È scelto, infatti, dal 73,3% dei turisti naturalistici italiani e dal 83,7% dei turisti calabresi dello stesso segmento. È seguito dal Pollino (con percentuali rispettivamente del 38,9 e 45,2) e dall’Aspromonte (18,1 e 28,3). Nell’ambito dell’area protetta silana spicca il dato riguardante le riserve naturali del Tasso di Camigliatello Silano (con il 31,1% e 47% di preferenze), la Riserva dei Giganti della Sila (con il 22,2% e 30,1%) e la riserva della Poverella di Villaggio Mancuso (7,8% e 16,9%). La Sila è anche fra i luoghi più conosciuti (32,1%) e che gli intervistati vorrebbero visitare (54,3%).

DA NON PERDERE
Le località turistiche più note qui sono: Camigliatello Silano, Lorica, Villaggio Mancuso e Villaggio Palumbo. Da visitare anche la riserva del Fallistro, meglio nota come i ‘Giganti della Sila’, dove sono presenti imponenti pini laricio di oltre cento anni di età. La Sila è entrata nell'immaginario collettivo per le grandi nevicate, la presenza stabile dei lupi, quella stagionale dei funghi porcini e per i suoi bellissimi laghi artificiali nati dove, nell'antichità, ne esistevano di naturali: Ampollino, Arvo, Cecita.
 
PERCHE' NON ANDARCI 
I problemi principali di un Parco, come spesso accade in Italia, sono quelli causati dall'uomo. E quindi non soltanto discariche abusive, ma anche disboscamento per ricavare il legno e i piccoli, ma mai trascurabili, rifiuti dei turisti. Ovviamente, seppur gravi, non sono ragioni valide dal farvi desistere dallo scoprire questa bellissima terra.

COSA NON COMPRARE
Ortaggi, legumi, patate, funghi, olive e peperoncino, ma anche patate e castagne, con carne di maiale sotto forma di soppressate, capicolli, salsicce, pancetta, lardo, prosciutti. Qui il souvenir deve essere rigorosamente gastronomico. Per la vostra pancia, ma anche per quella dei vostri amici.
 
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