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Roma Piramide Cestia scheletri Ostiense

Roma, gli scheletri della Piramide Cestia

Nel piazzale di fronte al celebre monumento tornano alla luce 3 sepolture antiche

Piramide Cestia e Cimitero Acattolico
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Piramide Cestia e Cimitero Acattolico
PERCHÉ SE NE PARLA
Durante gli scavi di archeologia preventiva per l’installazione di un cantiere in Piazzale Ostiense sono tornati alla luce prima uno scheletro di uomo, e qualche giorno dopo quello di una donna con un bambino. 3 sepolture proprio di fronte alla Piramide Cestia, che sembrano appartenere all’età tardo antica (IV-VI secolo d.C.). Anche se piuttosto compromesse, le tombe appaiono molto povere, prive di corredo e probabilmente al tempo costituite semplicemente da una cassa di legno – sono stati ritrovati diversi chiodi attorno ai corpi, ma il legno si sarebbe decomposto nei secoli. Inizialmente la sepoltura singola dell’uomo faceva pensare ad un corpo trafugato, ma la presenza di altre due persone (il bimbo è molto piccolo, un neonato) fa supporre invece che si trattasse di corpi inumati presso la necropoli Ostiense, utilizzata sin dal I secolo a.C. 
 
PERCHÉ ANDARE
È certamente curiosa la presenza di una piramide a Roma. La Piramide Cestia, o Piramide di Caio Cestio, si trova a due passi da Porta San Paolo, oggi snodo importante della viabilità. Ma all’epoca della sua costruzione, avvenuta tra il 18 e il 12 a.C., si trattava di un’area cimiteriale: il monumento è infatti il sepolcro Caio Cestio. Una tomba monumentale che all’epoca troneggiava maestosa, realizzata in blocchi di calcestruzzo e rivestita di marmi. Realizzata su modello delle Piramidi di Giza, ma più stretta e slanciata, era ispirata ai monumenti funebri egiziani. Al suo interno si trova un’unica camera sepolcrale decorata – purtroppo profanata nei secoli, ed è visitabile. Quella di Caio Cestio non era l’unica piramide a Roma: in quell’epoca l’Egitto era infatti una provincia romana, e replicarne l’arte e l’architettura andava molto di moda nella capitale. 
 
DA NON PERDERE 
Una parte della Piramide è inglobata nell’affascinante Cimitero Acattolico o Cimitero degli Inglesi. Si tratta di un meraviglioso cimitero monumentale, in cui ogni tomba è un capolavoro scultoreo. Statue, bassorilievi, incisioni, poesie, è tutt’altro che un luogo lugubre, ma persino struggentemente romantico. Ospita i defunti che non potevano (e successivamente non volevano) essere sepolti in terra consacrata, e molti di loro sono artisti, scrittori, poeti che affollavano la capitale tra il 1700 e il 1800: Percy Shelley e John Keats, per esempio. Altro celebre defunto è Antonio Gramsci. E ancora Carlo Emilio Gadda. A rendere la passeggiata ancora più sorprendente, la presenza dei gatti della colonia felina che si trova proprio nel cimitero.
 
PERCHÉ NON ANDARE
La Piramide Cestia ha decisamente meno fascino delle sue ‘colleghe’ egiziane. Più piccola, con interni minimali, e soprattutto piantata in mezzo ad una trafficata rotatoria. Con ogni probabilità è il Cimitero Acattolico a meritare una visita, piuttosto che la monumentale piramide. 
 
COSA NON COMPRARE
La zona non pullula dei negozi di souvenir che si trovano nel centro storico (pur non trovandosi lontana) perché racchiusa tra una stazione di metro, una ferroviaria e uno snodo importante per il traffico cittadino. Le strade attorno offrono molti ristoranti e luoghi dove mangiare, ma se volete fare shopping non vi trovate nel quartiere migliore della capitale. 
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