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Pompei cavallo scavi Civita Giuliana

Pompei, realizzato il primo calco di un cavallo integro

La tecnica dei calchi ha permesso di scoprire la presenza di equini, di cui uno completamente intero

Sito di Pompei
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Pompei
PERCHE’ SE NE PARLA
Il contesto era una campagna contro gli scavi clandestini, colpevoli di aver saccheggiato e danneggiato gravemente il patrimonio storico di Pompei. Ma con l’occasione è stata fatta una scoperta eccezionale, che con molta probabilità non ha ancora finito di dare i suoi frutti. Grazie alla tecnica dei calchi, gli studiosi sono riusciti a ricostruire per la prima volta la sagoma di un cavallo integro, e un altro equino parzialmente (purtroppo danneggiato dai cunicoli scavati dai tombaroli). Il cavallo, steso su un lato, era imbrigliato e pronto, probabilmente, per essere usato per la fuga, mai riuscita, del suo padrone. Ci troviamo infatti in una villa a Civita Giuliana, nella suburbia di Pompei, e con molta probabilità il benestante proprietario disponeva di cavalli da parata. Al momento gli scavi sono in corso d’opera, perché si presume si troverà molto altro. 
 
PERCHE’ ANDARE
Civita Giuliana era un sobborgo agricolo di Pompei. Qui si trovavano diverse aree destinate alla coltivazione e le residenze dei contadini, ma anche ville per il tempo libero dei facoltosi pompeiani. La campagna nata dall’esigenza di fermare gli scavi clandestini e conservare il patrimonio, ha permesso di riportare alla luce due domus. Vista la particolare modalità di seppellimento degli ambienti, in alcuni è stato possibile ricorrere alla tecnica dei calchi riportando alla luce dettagli degli arredi, come stuoie e tessuti.
 
DA NON PERDERE 
La tecnica dei calchi è stata inventata nella metà del 1800 da Giuseppe Fiorelli, direttore all’epoca degli Scavi Archeologici di Pompei. E’ grazie ad essa che si possono ammirare le più sorprendenti tracce lasciate dall’eruzione del 79 d.C., ovvero le sagome delle persone e degli animali morti nel tentativo di fuggire dal cataclisma. Come è possibile? In pratica, l’eruzione ha sepolto le persone e gli oggetti in varie fasi, creando una stratigrafia che ha ‘cementato’ il tutto per secoli. Ma il materiale organico, i corpi, i tessuti nel tempo si sono decomposti. Ecco che al loro posto è rimasto un vuoto, che quando gli archeologi intercettano riempiono di gesso e altri materiali che a loro volta induriscono. In pratica da uno ‘stampo’ naturale esce il calco estremamente particolareggiato delle persone e degli animali. 
 
PERCHE’ NON ANDARE
Pompei è un sito costantemente a rischio. A causa della poca manutenzione si sono succeduti crolli negli anni, e a causa degli scavi abusivi il patrimonio viene costantemente danneggiato. Ma queste ragioni non bastano a scoraggiare, sebbene l’altissimo afflusso di visitatori nei mesi caldi possa dare del filo da torcere a chi non ama le resse. 
 
COSA NON COMPRARE
Ve lo abbiamo detto più volte: i gadget a sfondo sessuale che ridicolizzano grossolanamente alcuni degli affreschi delle case di Pompei sono decisamente di cattivo gusto. 
 
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