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Olbia, rinvenuti i resti di un insediamento etrusco

L’archeologia è di nuovo protagonista nella bellissima Sardegna. Ecco le altre perle storiche di questa zona

Olbia, Sardegna
©iStockphoto
Olbia, Sardegna
PERCHE' SE NE PARLA 
Sull’isola di Tavolara, al largo del golfo di Olbia, sono stati ritrovati i resti di un antico insediamento etrusco. Risale alla cultura villanoviana, IX secolo a.C., ed è particolarmente importante perché in Sardegna, prima d’ora, non erano mai stati trovati tracce di popolazioni arrivate dalla zona dell’Etruria. 
I resti sono emersi nel corso di una revisione dei ritrovamenti relativi agli ultimi anni di scavo a Spalmatore. Ad annunciarlo è la Soprintendenza di Sassari e Nuoro, guidata dal soprintendente Francesco Di Gennaro. Il responsabile di zona è Rubens D’Oriano; a condurre gli scavi è stata l’archeologa Paola Mancini, dopo i primi ritrovamenti da parte dell’archeologo Giuseppe Pisanu. 

PERCHE’ ANDARCI 
Olbia, chiamata dai greci città felice, è affacciata sul golfo che racchiude le isole di Tavolara e Molara. È stata l'antica capitale del Giudicato di Gallura e la prima sede vescovile della Gallura. La città, una delle principali della regione, propone siti turistici famosi in tutto il mondo, come Porto Rotondo e Portisco. Interessanti anche i suoi siti archeologici: il nuraghe Riu Mulinu, presso il colle Su Casteddu, la tomba dei giganti di Su Monte de S’Aba, il pozzo sacro Sa Tesa. Conquistata dai Romani, la città conserva ancora le terme e l’acquedotto, l’unico ancora intatto in Sardegna.

DA NON PERDERE 
Olbia vanta anche diverse chiese monumentali come la Basilica di San Simplicio, uno dei più famosi monumenti romanici dell'isola, e quella di San Paolo, di stile barocco, dall’alto campanile e con la cupola maiolicata. Da visitare, ancora, non solo il Museo archeologico, che racconta le vicende storiche della città, ma anche Palazzo Colonna e Villa Clorinda, entrambi risalenti ai primi del Novecento, in stile liberty.
 
PERCHE’ NON ANDARCI 
Tante le possibilità per raggiungere la città, tra l’aeroporto e i due porti. Qui alcune compagnie di autobus forniscono collegamenti diretti dall'aeroporto verso altre destinazioni in Sardegna. Ad ogni modo un viaggio non semplice, più o meno complesso a seconda della città da cui provenite. Ma ne vale davvero la pena. 

COSA NON COMPRARE 
Il vessillo dei quattro mori, simbolo della Sardegna, lo troverete un po’ ovunque. In tutte le forme. E dopo un po’ stanca. E allora meglio puntare sui grandi e buoni prodotti tipici locali, come mirto, cannonau, mustel e dolcesardo.
 
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