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Molfetta, quella città sotterranea che nessuno conosce

Una testimonianza locale racconterebbe di corridoi e cancelli a pochi metri dal suolo urbano. Perché qui, di Storia, ce n'è davvero tanta...

Molfetta sotterranea
Courtesy of ©Facebook/Viaggionella storia sconosciuta delle campagne molfettesi e dintorni
Molfetta sotterranea
PERCHE’ SE NE PARLA Una città nella città. Anzi, sotto. A Molfetta, sotto quel comune così ricco di storia, c'è una parte sconosciuta  quasi a tutti. Quella che i fondatori della pagina Facebook "Viaggio nella storia sconosciuta delle campagne molfettesi e dintorni" hanno voluto raccontare. E che ci auguriamo possa trovare presto nuovi testimoni e testimonianze. "Ci troviamo negli anni '60, il signor Corrado Adesso che abitava in una delle case del Borgo antico, un giorno trovò nel sottano di sua proprietà una pietra con anello, evidentemente l'ingresso di una botola. Vi entrò e vi trovò un lungo corridoio, pieno di detriti. Lo percorse fino ad arrivare all'altezza della chiesa di San Pietro. Si dovette fermare, perché un cancello in ferro arrugginito gli impedì di proseguire oltre. La direzione del camminamento era rivolta verso Piazza Municipio, dove un tempo sorgeva uno dei castelli di Molfetta.

Trascorsero degli anni ed altri cunicoli vennero scoperti, come quelli rinvenuti durante i lavori di costruzione dell'attuale Banca Monte Dei Paschi di Siena (dove un tempo sorgeva il secondo castello di Molfetta, il castello dei Gonzaga). Furono trovati due corridoi. Uno che andava verso la villa comunale e l'altro verso Sen. Natale Palummo. Inoltre, durante dei lavori di scavo per delle tubature, in direzione del Liceo Classico all'altezza della sua prima finestra, fu scoperta una porta d'entrata interrata. Altri camminamenti furono scoperti sempre durante lavori di manutenzione nei pressi di Via Pansini vicino alla chiesa di Santa Teresa, o in Via Fiume nei pressi di piazza Effrem dove sorgeva la torre esploratoria che ha dato il nome alla piazza.

La funzione di questi corridoi, era come detto, difensiva. I soldati infatti potevano spostarsi più velocemente senza essere visti, da un luogo strategico ad un altro. Era un sistema difensivo anche per i civili, che utilizzavano il camminamento per rifugiarsi nel Borgo antico e trincerarsi tra le sue mura. Il signor Adesso, raccontava di aver trovato un pezzo di cuoio, nel quale era presente l'intera mappa dei cunicoli sotterranei di Molfetta,andato perduto circa cinquantanni anni fa"
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PERCHE’ ANDARCI Uno dei più importanti centri della provincia di Bari: Molfetta propone un interessante turismo adatto a tutte le stagioni, grazie al suo ricco patrimonio storico e artistico, nonché a quello più naturale con quel mare e quelle spiagge che diventano meta ambita per buona parte del Tacco. La città ha una storia antichissima, occupata fin dal Neolitico, come conferma il grande sito archeologico a soli 2 km dal centro urbano: quella del Pulo è una valle carsica in cui sono stati trovati reperti antichissimi, quali insediamenti di capanne, vasi e strumenti rudimentali. Inoltre sulla strada provinciale per Ruvo c'è l'Area dei Dinosauri, dove sono state ritrovate diverse orme dei giganti preistorici.
 
DA NON PERDERE Il centro storico di Molfetta, particolarmente caratteristico per il suo impianto a spina di pesce, tipico dell'età normanna, presenta tanti interessanti luoghi turistici, come il Torrione Passari, costruito nel mare, o il faro più antico della Puglia. Il suo Duomo, edificato tra il XII e il XIII secolo e dedicato a San Corrado, è la più grande chiesa romanica pugliese a cupole in asse, coronata da due torri campanarie. Bella anche la Basilica della Madonna dei Martiri che ospita il Presepe permanente, il Museo della pietà popolare e l'Ospedale dei Crociati risalente all'XI secolo. Meritano anche la Cattedrale barocca dell'Assunta e le chiese di San Pietro, Santo Stefano, del Purgatorio e di S. Domenico, che ospita alcune tele di Corrado Giaquinto. 
 
PERCHE’ NON ANDARCI Un turismo importante, ma per lo più pugliese, quello che propone la cittadina di Molfetta: in realtà questa, per le sue peculiarità storiche, culturali e naturali, potrebbe anche crescere ulteriormente, ma dovrebbero crescere l'attenzione da parte delle istituzioni nonché la consapevolezza dei propri beni da parte dei cittadini. Il "tesoro" non basta averlo, occorre "documentarlo". 
 
COSA NON COMPRARE Molto forte, ovviamente, l'influenza dei souvenir provenienti da Bari. Le statuette di San Nicola, le riproduzioni della basilica di San Nicola, della Cattedrale o del castello Svevo, le calamite per i frigoriferi a forma di orecchietta. E poi ci sono anche quei pacchi di pasta che sembrerebbero autoctoni e artigianali, ma generalmente non lo sono. Fate attenzione alla provenienza: la gastronomia qui è un "must", e non si accettano errori.

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