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Laos Asia scoperta Archeologia

Laos, 'I contenitori litici della “Piana delle Giare”

Unica testimonianza dell’esistenza di una civiltà misteriosa, questi monumenti sono oggetto, da anni, di accurati studi da parte degli addetti ai lavori. 

laos, piana delle giare
iStock 
laos, piana delle giare
PERCHE' SE NE PARLA
Nelle montagne e nelle pianure del Laos superiore spiccano migliaia di vasi litici, le uniche reliquie di un'antica civiltà che ha probabilmente 2500 anni. Essi, di peso variabile fino a 20 tonnellate, sono stati trasportati da cave a 10 chilometri di distanza e sembrano essere parte di un complesso rituale di sepoltura. 

“La piana delle Giare” del Laos è entrata a far parte del registro del patrimonio mondiale dell'UNESCO a luglio, con il comitato che descrive l'area come "la prova più evidente della civiltà dell'età del ferro che ha realizzato e utilizzati questi contenitori alla sua scomparsa". È la terza proprietà del Patrimonio Mondiale in Laos, dopo Vat Phou e Luang Prabang. Si tratta di un riconoscimento globale del significato storico e culturale di questi straordinari siti, ma in realtà si sa molto poco delle persone che li hanno creati e quando.
 
PERCHE' ANDARCI
Questi siti archeologici si estendono sull'altopiano di Xiangkhoang, noto in passato come altopiano del Tran Ninh: è un tavolato boscoso, dalla complessa struttura geologica situato nel Laos centro-settentrionale. La zona, impervia e poco popolata, ospita la cima più elevata del paese, il Phou Bia (2818 m). Alle visite culturali, il viaggiatore può dunque associare il brivido degli sport estremi, come la scalata, e il diretto contatto con la foresta pluviale. Considerando il basso numero di turisti, la mèta in questione consente una piena immersione nella vita locale.  
 
DA NON PERDERE
Phonsavan, a 1,100 metri sopra il livello del mare. Essa è un comodo punto di partenza per la visita alla Piana delle Giare. Diverse costruzioni storiche della città risalgono ai tempi della colonizzazione francese della fine del XVII secolo: tra queste, il municipio e la chiesa. Famoso è il suo mercato, uno dei più grandi del Laos, variopinto ed animato.

Pochi sanno che Phonsavan (ed il Laos in generale) fu una delle zone più colpite dall’esercito americano ai tempi della guerra del Vietnam (specialmente nel periodo dal 1964-73), quando gli USA volevano frenare l’avanzata dell’esercito del Vietnam del Nord. Ancora oggi è possibile visitare le cave dove la popolazione Laotiana ha vissuto segregata per quasi un decennio, proprio per proteggersi dagli attacchi aerei statunitensi. 

Gradevole anche la cittadina di Ban Nong Tang, anch’essa in direzione dei bellissimi siti Unesco: offre spettacolari tramonti sul lago omonimo, su cui si affaccia. A tre km di distanza, la Grotta di Buddha. Al suo interno sono situate numerose statue dell’asceta indiano, la più grande delle quali è collocata appena dopo l'ingresso. Seguendo i cunicoli, l’antro offre allo spettatore differenti tipologie di stalattiti e stalagmiti, la cui origine si perde nel corso dei millenni. 

PERCHE' NON ANDARCI
Mine e proiettili inesplosi, risalenti al succitato conflitto del Vietnam, costituiscono un pericolo onsiderevole; solo di rado le regioni a rischio sono segnalate. La rete viaria versa in uno stato tutt’altro che ottimale e i mezzi di trasporto pubblici sono vecchi e inquinanti. Inoltre, la microcriminalità è in aumento.
 
COSA NON COMPRARE
Più che evitare di comprare determinati oggetti, fare attenzione, nelle pubbliche strade, ai truffatori di giochi di fortuna, che non esitano a raggirare i turisti per estorcere loro denaro. 
 
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